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The Beijing Declaration

25 settembre 2004 Pubblicato da roberto

Ricevo da Michele Dipaolantonio di IPPNW il testo ufficiale della “Dichiarazione di Pechino”, documento finale del Congresso Mondiale di Pechino, appena concluso, dell’Internazionale Medici contro la guerra nucleare.
La proposta centrale è la “Medical Road Map for Peace in Middle East”, concepita l’anno scorso, in maggio, a Roseto degli Abruzzi, nel corso di quello che ora è conosciuto nel mondo come il “Teramo Meeting” della Commissione Mediterranea dell’IPPNW.


The Beijing Declaration.
September 19, 2004

Adopted by the 16th World Congress
International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW)

We, physicians and students from more than 40 countries, have met in China, a country rich in history and culture, to address pressing global threats to human security. They include the continued existence of nuclear weapons, terrorism and an increasing reliance on military force.

In an age of unjust globalization, nuclear war remains a real possibility. This risk is increased by the development of new generations of nuclear weapons, policies which explicitly allow the use of such weapons in a wider set of circumstances, the renewed development of missile defences and the likely weaponisation of outer space, the continued retention of thousands of nuclear weapons on high alert status and by the degradation of command and control systems. These factors render the risk of nuclear war greater than at the end of the Cold War.

At the Congress, we were honoured by the presence of Mayor Tadatoshi Akiba, Mayor of Hiroshima and President of the Emergency Campaign to Ban Nuclear Weapons. IPPNW strongly and actively endorses the campaign.

From our vantage point here in Beijing, we are particularly concerned about the growing proliferation threat on the Korean peninsula. The role of the Chinese government in advocating the resumption of six-party talks to resolve the crisis is a very positive development, and provides a constructive example. Similar political and diplomatic efforts - not pre-emptive military interventions - should also be applied to the conflicts in the Middle East, Africa, South Asia, and elsewhere.

Deaths and injuries from small arms and light weapons, land mines, and cluster munitions - numbering in the hundreds of thousands each year - represent a public health crisis in many countries and regions throughout the world.

In addition, the dark cloud of terrorism, in all its forms, looms over humanity, providing impetus to policies based on fear, repression and further violence. The prospect of nuclear terrorism remains real for as long as nuclear weapons exist and fissile materials remain outside of international control. It is imperative to ensure that the nuclear weapon states finally honor their commitments to eliminate their nuclear arsenals.

Undermining the rule of law undermines the security of all people. In particular, the notion of pre-emptive war must be rejected. We share the grave concerns of most of the international community, including UN Secretary General Kofi Annan, that the war against Iraq was illegal. We further believe that the continued occupation of Iraq and the daily violence and bloodshed resulting from this war must be resolved by the establishment of real sovereignty for the Iraqi people.

The decades-long, tragic conflict in the Middle East must be brought to a just and non-violent resolution. We call for an immediate renewal of peace negotiations between the government of Israel and the Palestinian Authority and we stand ready to support this process through the development of IPPNW’s own “Medical Road Map to Peace.” IPPNW condemns the acts of violence on both sides of the conflict, and demands the cessation of all activities that incite violence.

While global military expenditures are once again increasing, the ancient enemies of humankind - hunger, disease and poverty - claim millions of lives unnecessarily each year, including a disproportionately large number of children. Moreover, economic policies made in the developed world increase rather than reduce the growing gap between rich and poor nations. We call for substantial reductions in military expenditures and a transfer of these squandered funds toward investments in health and human welfare, consonant with the goal of the World Health Organization, “Health For All”.

We affirm our commitment to the abolition of all nuclear weapons, to the prevention of war, to the reduction of small arms violence, and to justice and equity for all people. We reject not only terrorism, but also war as a response to terrorism. We call on all physicians, medical students, and other health workers to join IPPNW in our medical mission to prevent nuclear holocaust and to pursue peaceful, non-violent resolutions to conflict. The need to do so is as urgent as ever before.


John Loretz
Program Director
International Physicians for the
Prevention of Nuclear War (IPPNW)
727 Massachusetts Ave., 2nd floor
Cambridge, MA 02139
(617) 868-5050, ext. 280
(617) 868-2560 (fax)

http://www.ippnw.org

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Intervista a Fulgida Barattoni (a cura di Carla Casazza - anno 2004)

21 settembre 2004 Pubblicato da roberto

- Quando è nata IPB Italia, perchè e quale, in sintesi, la sua storia?

IPB –Italia nasce il primo marzo 2003 dopo un intenso lavoro effettuato all’interno dell’IPB di Ginevra per modificare uno statuto scritto alla fine dell’800, che non prevedeva uffici nazionali autonomi ma solo sette regioni mondiali.
L’essere riusciti a modificare lo statuto e quindi ad aprire legittimamente IPB Italia ha consentito a tutti i soci IPB siti nello stato italiano di potersi conoscere , raccordarsi, mettere in ponte sinergie e forze tali da offrire alla stessa componente italiana una maggiore rappresentanza e forza ai tavoli internazionali. Il primo marzo del 2003, si diceva, a Lugo di Romagna si è costituito IPB Italia ufficio nazionale autonomo: questo strumento offre all’IPB di Ginevra una maggiore possibilità di rapportarsi con i propri membri soci, soci decentrati e soprattutto con le istituzioni nazionali. Inoltre IPB Italia si proponeva di riuscire attraverso una coordinazione delle forze ad offrire alla diplomazia internazionale quella creatività, tradizione giuridica, sensibilità mediterranea ponte fra Oriente e Occidente che caratterizzano il genio italiano nel mondo.

- Quali sono i collegamenti tra IPB Italia e la sede generale di Ginevra?

Il quartiere generale di Ginevra, attraverso l’ufficio italiano di IPB Italia, porta avanti un progetto pilota sperimentale che se funziona aprirà le porte ad altre sedi nazionali autonome e alla possibilità di istituire una realtà IPB europea che si possa più legittimamente rivolgere alle proprie istituzioni nazionali.

- Esistono analoghe organizzazioni all’estero e in caso affermativo, sussistono dei contatti tra queste ed IPB Italia?

Sì. Sull’onda di questo progetto pilota è stato aperto un ufficio IPB a Barcellona appoggiato all’organizzazione Fundacio per la Pau, che ha realizzato il forum “Towards a World without Violence” del 23 – 27 giugno. Inoltre esiste un ufficio ad Oslo di raccordo con la Commissione del Premio Nobel, in quanto IPB gioca un ruolo fondamentale nella nomina annuale del Nobel avendo sia come Council che come singoli consiglieri il doppio diritto di nomination. Questo, in virtù della profonda amicizia che legò Bertha Von Sutter (past president IPB Ginevra) e Alfred Nobel (padre della fondazione Nobel); fu proprio la Von Sutter a convincere Nobel a devolvere il ricavato del suo brevetto della polvere da sparo a favore del premio omonimo.

- Lo scorso giugno 2004, IPB Italia ha partecipato al Forum “Toward a World without Violence” di Barcellona dove ha presentato un progetto europeo contro le armi. Cosa è emerso da questa esperienza?

Alla data attuale nella compagine internazionale esistono due realtà forti impegnate per il controllo del traffico delle armi:

- la campagna globale Control ARMS, promossa da IANSA (International Network for Small Arms), Safer World ed Amnesty International, che sostiene un A.T.T. (arms trade treaty) globale che fissa dei punti minimi comuni per il controllo sul commercio delle armi a livello globale e a livello europeo spinge per la implementazione del codice etico ;
- IPB – IPPNW (Internacional Phisicians for the Prevention of Nuclear War) – IALANA (International Lawyers Against Nuclear Arms) tre organizzazioni mondiali rappresentanti rispettivamente la società civile, medici e giuristi (sessioni italiane di IPPNW e IALANA) che in questi ultimi due anni si sono unite in una coalizione e attraverso un attento scrupoloso studio giuridico delle migliori leggi esistenti a livello nazionale in Europa, grazie all’uso di una griglia di analisi comparativa, hanno scritto un progetto di regolamento europeo che discostandosi dalle logiche dei minimi livelli comuni intende offrire una proposta di legge: questa, prendendo il meglio che a livello giuridico i paesi europei possiedono, si propone di colmare una grave, gravissima lacuna giuridica ancora oggi pendente a livello europeo. L’Europa, infatti, in base all’art.23 de Trattato di Amsterdam (ex art.9 del Trattato di Maastricht) ha l’esclusiva competenza di regolamentare la commercializzazione di TUTTI i prodotti dell’Unione con limitazioni attentamente regolamentate (art.26 del Trattato di Amsterdam, comma 2 – lista del 15/4/1958). Questa lacuna giuridica ancora oggi esistente a livello europeo ha lasciato spazi aperti ad accordi tra nazioni che in aperta violazione delle norme del mercato comune si sono messe d’accordo fra di loro definendosi le regole proprie fuori da qualsiasi forma di controllo o gestione comunitaria (Framework Agreement of Farnbourgh, luglio 2000). A Barcellona, così come a Dublino lo scorso dicembre al meeting europeo delle ONG impegnate sul fronte del controllo del commercio delle armi, e ancora il prossimo 7-8 settembre a Bruxelles, abbiamo cercato e cerchiamo di unire gli sforzi della Campagna Control ARMS con quelli della coordinazione IPB - IPPNW – IALANA dove, seppure la prima sul piano globale, la seconda sul piano europeo, possono rappresentare una chiave per aprire una importante speranza: facendo leva su una competenza obbligatoria della comunità europea ci si propone di ottenere un regolamento per sua natura legalmente vincolante (il codice etico non lo è) delle armi lecite prodotte nei paesi europei. Inoltre è stata aperta una petizione di raccolta firme a supporto di EU ARMS Trade Regulation Project.

- Sempre in ambito di disarmo, esistono iniziative nel territorio italiano?

La Campagna Control ARMS che in Italia prende il nome di ControlARMI ed è coordinata da Amnesty International, tra i cui firmatari e sostenitori vi è anche IPB e che noi appoggiamo fortemente.

- Lo scorso febbraio ha avuto luogo la bella esperienza del Concorso Internazionale “Una Favola per La Pace” che ha avuto grandissimo successo. Ci può anticipare qualcosa sulla seconda edizione?

A grande richiesta siamo stati chiamati ad organizzare la seconda edizione del Premio, già da tempo prevista per il 21 maggio 2005, che ha calorosamente ottenuto il patrocinio dell’UNESCO per il carattere sempre più internazionale che vuole dare a questa manifestazione. Abbiamo l’appoggio anche della Provincia di Ravenna e del Comune di Lugo. Per una illuminata intuizione del sindaco uscente del Comune di Lugo Maurizio Roi, la cerimonia di premiazione sarà fatta coincidere con la manifestazione “La città del bambino” al fine di infondere capillarmente nelle giovani generazioni il messaggio della favola per la pace lanciato da IPB Italia.

- Il primo luglio a Roma, il presidente IPB Cora Weiss è stata insignita del Premio Colomba D’Oro. Ce ne parla?

La felice coincidenza che ha portato Ivano Barberini, ex presidente della Lega delle Cooperative nazionale italiana ed attuale presidente della ICA (International Cooperative Alliance), a ricoprire anche la presidenza dell’importante associazione italiana Archivio per il Disarmo (membro storico, uno dei più antichi, dell’IPB di Ginevra) ha fatto sì che si riunissero antiche tradizioni storiche: infatti Robert Owen, padre del cooperativismo di stampo socialista che con i suoi scritti portò alla fondazione della ICA, impegnata a garantire attraverso il lavoro dignità, libertà e giustizia per la gente, William Maxwell primo presidente ICA nel 1895 e Elie Ducommun fondatore dell’IPB di Ginevra, si ritrovassero in quell’unico bacino di ingegni che fu il Congresso Internazionale della Lega Pace e Libertà; esso si riuniva annualmente a livello internazionale e in un epoca in cui telefono fax ed e-mail non esistevano costituiva l’unico momento forte in cui si potevano esprimere ingegni di quel tempo come Albert Gobat, Nobel nel 1902, Frederick Bayer ed Ernesto Moneta, Nobel nel 1908, Enry Dunant, fondatore della Croce Rossa Nobel nel 1901, Stewart Mill, Carl Marx, Charles Le Monnier, Victor Hugo e non ultimo Giuseppe Garibaldi.

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Presenza di IPPNW al Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace

24 agosto 2004 Pubblicato da roberto

Riceviamo dalla sezione italiana di IPPNW (International Physicians for the Prevention of Nuclear War) questo contributo, ricordando la partecipazione dell’organizzazione al Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, tenuto a Roma a fine novembre 2003.

Di interesse i link ai documenti prodotti da IPPNW.


summit-2004-dei-premi-nobel-per-la-pace-con-a-dx-il-medico-italiano-michele-di-paolantonio-ippnw.jpgDal 28 al 30 novembre 2003 si è svolto a Roma, al Campidoglio, il Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace, organizzato dal Comune di Roma e dalla Fondazione Gorbaciov, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed il Patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati e della Presidenza del Senato della Repubblica. Si sono tenute Sessioni su “Etica e Politica”, “Nuove Etiche Economiche e Sviluppo Sostenibile”, “Mercato Globale e Nuove Etiche Economiche”, “Nuove Etiche anche per la Scienza”.

In quest’ultima Sessione il dott. Michele Di Paolantonio, dell’IPPNW, Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare, già membro della delegazione medica mondiale che ricevette il Premio Nobel per la Pace ad Oslo il 10 dicembre 1985, ha presentato il Rapporto dell’IPPNW, “Danno Collaterale Continuo: gli effetti della Guerra in Iraq sulla Salute e sull’Ambiente”, che ha quantificato in circa 50.000 i morti (militari e circa 9.000 civili per “danno collaterale”) dall’inizio della guerra del 2003 al 20 ottobre 2003.

Il Rapporto in italiano è pubblicato sul sito italiano dell’Internazionale Medici: www.geocities.com/ippnwitalia ed in inglese sul sito mondiale: www.ippnw.org.

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Focus Group

21 luglio 2004 Pubblicato da roberto

CHE COS’E’ IL FOCUS GROUP

E’ una riunione di esperti per dibattere il tema: “Peace and Human Security Aspects of the U.N. Reform”.
Compito di tale riunione consiste nel raccogliere i risultati del dibattito della società civile e delle Ngo’s su questo specifico argomento per come avvenuto nei maggiori convegni – internazionali e regionali- nel corso degli anni 2003-2004, analizzando ed armonizzando la documentazione finora prodotta (final statements), al fine di redigere un memorandum organizzato per linee guida da inviarsi ai 16 commissari del Pannel nominato il 23 settembre 2003 dal Consiglio di Sicurezza e presieduto dal Primo Ministro della Tailandia Mr. Anand Panyarachun. per elaborare un progetto/percorso che possa implementare la pace e la sicurezza umana “anche” considerando la possibilità di riformare la carta delle Nazioni Unite. Questo incarico espresso nei 4 punti del mandato di Kofi Annan prevede esplicitamente la consultazione degli “civil society actors”.
Il pannel a tutt’oggi si è riunito 3 volte ma come si può ben comprendere il confronto con la società civile che non ha una sua facile identificazione non è ancora avvenuto.
IPB-Italia con questa iniziativa si propone, (visto che ancora nessuno ci ha pensato e nessuno lo sta facendo), di costruire un ponte fra questo pannel e parti della Società Civile.
In modo che una voce non –istituzionale di rilievo sia presente in questo progetto di riforma possa apportare il proprio contributo o quanto meno ne possa influenzare il lavoro finale istituzionale. Riteniamo importante muovere passi in questa direzione, soprattutto oggi, in un momento storico in cui il riassetto e la “democratizzazione” delle Nazioni Unite appaiono irrinunciabili e improcrastinabili per un efficace governo della pace nel mondo.

COSA SI PREFIGGE

Raccogliere, studiare, analizzare, sintetizzare, armonizzare il dibattito sviluppatosi a livello di Società Civile in questo ultimo biennio su queste tematiche e di estrapolarne delle linee guida. In questo senso parliamo di una enorme quantità di materiale che partendo dai precedenti storici, si è sviluppata nei vari dibattiti di ECOSOG, della UN Commission on Human Rights, Working Group on Women, Peace and Security, CCIA/WCC World Council of churches, UBUNTU World Campaign, i vari documenti scaturiti dai Social Forum da Porto Allegre con Manifesto 2000 a Mombay, ai trattati anche di singoli esperti quali Mario Pianta docente esperto di globalizzazione dal basso, Dhanapala Jayantha Ambasciatore delle NU e molti altri studiosi.

COM’E’ NATA L’IDEA DI ATTIVARE IL FOCUS GROUP

Poiché i tempi del mandato volgevano al termine, e visto che a dicembre il Pannel dei 16 dovrà consegnare al Consiglio di Sicurezza il proprio rapporto, abbiamo ritenuto importante cogliere questa opportunità che veniva offerta alla “società civile” provando quindi ad attivarci noi su questo importante aspetto del progetto di riforma.

DA CHI E’ COMPOSTO

Partiamo dal Pannel Istituzionale dei 16 commissari incaricati dal Consiglio di Sicurezza delle NU.

Panel members:

Chair:
Anand Panyarachun (Thailand)
Members:
Robert Badinter (France)
João Clemente Baena Soares (Brazil)
Gro Harlem Brundtland (Norway)
David Hannay (United Kingdom)
Mary Chinery-Hesse (Ghana)
Gareth Evans (Australia)
Enrique Iglesias (Uruguay)
Amre Moussa (Egypt)
Satish Nambiar (India)
Sadako Ogata (Japan)
Yevgeny Primakov (Russian Federation)
Qian Qichen (China)
Nafis Sadik (Pakistan)
Salim Ahmed Salim (Tanzania)
Brent Scowcroft (United States)

Il nostro Focus Group è formato da un gruppo di lavoro di esperti mondiali che via internet lavorano secondo un preciso schema metodologico di “specificità” a questo gruppo di lavoro si uniranno il 25-26 Settembre p.v. a Firenze 10 esperti di livello superiore e istituzionale (governativi, accademici, ecc.)

Gruppo di lavoro preliminare e metodologia:

- Cora Weiss – IPB President and IPB representative at the U.N. in New York
- Tomas Magnuson – IPB St. C.tte – Swedesh Peace Council
- Soumela Kalevi - Presidente di “Peace Union of Finland” (fed. delle ONG pacifiste finlandesi)
- Frederick Heffermehl Pesidente di “Norwegian Peace alliance”, Vice Presidente di IALANA
- Urban Gibson - Presidente dell’OSCE svedese e della “Swedish fellowship for reconciliation”
- Chiara Venturi, responsible for the coordination of the works between Geneva- Italy- Florence
- Tonino Palmeri, Professor of Environmental Ethic Engineering at Bologna University
- Vittorio Tanzarella, lawyer and expert in UN organisation
- Manual Manonelles - UBUNTU Barcellona (most world wide UN reform campaign)
- Massimo Toschi from New York U.N.
- Eugenia Malgeri – Researcher of UNICAMPUS of Rome.
- Michele di Paolantonio phisician, member of the IPPNW
- Joachim Lau of IALANA Italy
- Alberto Barbero - Coordinator of September FOCUS GROUP in Florence
- Heide Schutz UNCOPAC
- Edouard Mancini – IPB-Italia representative at the UN in Geneva
- Mrs. Kara of WILPF UN OFFICE
- Fulgida Barattoni – IPB-Italia President (coordinator of the working groups)
- Giuseppe Cataldi – University of Neaples
- Giovanni Carlo Bruno Researcher Institute of International Law Studies and CNR of Neaples
- Prof. Carlo Amirante Docente Università di Napoli
- Antonella De Santis Espertain D. H. e org. sovranazionali
- Bo Wirmark Swedish Peace Council Presidente
- Kai Frithjof Brand-Jacobsen is founder and Director of the Peace Action, Training and Research Institute of Romania (PATRIR) and Co-Director of TRANSCEND, and is on the Executive Board of the TRANSCEND Peace University (TPU)

COME SI SVOLGONO I LAVORI

Come ormai asseverata modalità di lavoro di IPB-Italia i lavori vengono svolti secondo le linee di “specificità” e ciò significa secondo le varie competenze delle componenti.

MODALITA’ OPERATIVA Gruppo di lavoro preliminare al FOCUS GROUP

Nel gruppo di lavoro preliminare ci sono:
Avv. Joachim Lau della IALANA, Avv. Vittorio Tanzarella del gruppo VASTI e Dr. Giovanni Carlo Bruno - si occuperanno degli aspetti giuridici e dell’impostazione della stesura del documento finale.
Dr. Di Paolantonio Michele dell’IPPNW - analizza il problema dal punto di vista della salute umana.
Fulgida, Kara, Heide Schultz, Chiara Maria Venturi, Alberto Barbero, Emanuela Malgeri, Manuel Manonells, Tomas Magnuson, Giuseppe Cataldi - si divideranno i reports (che Colin Archer di Ginevra dovrebbe inviarci quanto prima) dei vari forum, meeting,ecc. realizzati negli anni 2003 e 2004 ed estrarre quelle parti concernenti peace and human security dai quali poi sintetizzare il dibattito della società civile.
Cora Weiss, Massimo Toschi e Edouard Mancini curano il raccordo con le NU rispettivamente di NY e Ginevra
Inoltre collaborano singoli consultants esterni (docenti di varie università italiane e e di gruppi di lavoro di studenti Universitari per la raccolta e analisi di tutti i documenti.
Il canovaccio verrà redatto e poi fatto circolare via e.mail per tutti gli aggiustamenti del caso e entro fine Agosto inviato via e.mail, via posta ordinaria e anche via brevi mano se possibile ai 16 commissari del Pannel delle NU.

STATO DEI LAVORI ATTUALE

Continua la collezione, analisi, studio, armonizzazione, sintesi delle documentazioni prodotte. Siamo a buon punto, sebbene il materiale sia praticamente “infinito” essendo questa una tematica che ha riscosso un grande interesse presso la Società Civile. Dovremo arrivare a un momento in cui fissare il punto ma senza dubbio più materiale viene “macinato” più corretto è il lavoro finale. Anche se poi più o meno tutti alla fine si focalizzano su alcuni pochi punti essenziali per il raggiungimento della pace e della sicurezza umana

QUALE VALENZA NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE HA QUESTA INIZIATIVA

E’ la prima volta che la maggiore istituzione mondiale, le Nazioni Unite, ufficialmente dà incarico ad una propria commissione di lavorare consultando “anche” gli attori della Società Civile riconoscendole in un qualche modo un potere (già da tempo le stesse agenzie delle NU nello svolgimento dei propri lavori consultano sistematicamente le NOG’s (es. Agenzia disarmo si consulta alla pari con Heague Appeal for Peace, IPB, IANSA,ecc.).
La società civile per quel discorso che faccio sempre richiamandomi alla Clausola Martens e al diritto delle genti giuridicamente internazionalmente riconosciuto è destinata ad avere un sempre maggiore peso nella gestione della Sovranità.

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Valsugana Primiero - Da Levico la crociata anti armi

4 agosto 2003 Pubblicato da roberto

I rappresentati delle organizzazioni pacifiste

Da Levico la crociata anti armi
I pacifisti: nuove regole per produzione e commercio

di Lorenzo Bortolini

LEVICO TERME. Una nuova regolamentazione etica della produzione e del commercio di armi. Con questo obiettivo si sono dati appuntamento a Levico i rappresentanti delle tre grandi organizzazioni mondiali pacifiste Ipb (ufficio internazionale per la pace); Ippnw (internazionale madici per la prevenzione per la prevenzione della guerra nucleare); Ialana (Associazione mondiali di giuristi impegnati nel controllo delle armi nucleari) sul progetto europeo presentato alle Nazioni unite al Meeting biennale sul commercio delle armi leggere.
L’Ipb è un movimento che insieme a numerose organizzazioni promuove la cultura della pace: Ipb - Italia si muove su progetti portati avanti da gruppi di studio costituiti per trattare specifiche materie. In quest’ottica saranno studiati i recenti progressi della proposta di legge multilaterale in materia di limitazione, regolamentazione e corretta trasparenza nel mercato comunitario dell’armamento bellico convenzionale che sarà presentata al Parlamento europeo. Erano presenti Herman Spanjaard, parlamentare olandese e presidente della commissione europea della Ippnw e presidente del progetto di coalizione, Fulgida Barattoni promotrice dell’iniziativa legislativa internazionale e presidente dell’Ipb-Italia, Antonio Palmieri del centro informazione per le problematiche etiche dell’università di Bologna.
La riunione vuol sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necesità di limitare gli armamenti ed in modo particolare la proliferazione e l’uso delle armi nucleari. La coalizione Ipb-Ippnw-Ialana Study group project sta preparando sulla base di una griglia di analisi comparativa delle migliori normative esistenti a livello europeo, una bozza da sottoporre alla Commissione europea per la regolamentazione del commercio delle armi in Europa per evitare i danni potrebbero nascere dalla mancanza di una legislatura comune e l’applicazione della convenzione di Farnborough del luglio 2000 che ha legato sei paesi Ue (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Italia). La nuova proposta è diretta a far approvare dalla Commissione europea una regolamentazione etica della produzione e del commercio della armi. Il primo ed importante passo dovrà essere quello di annullare la convenzione di Farnborough. In questa iniziativa i “piccoli popoli” della pace e della giustizia in Europa potranno misurarsi con un progetto costruttivo comune che li ponga, in dimensione collettiva, direttamente davanti le istituzioni europee per risolvere un problema che coinvolge tutti gli stati.

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