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“Falluja - La strage nascosta” al Seminario di Firenze sulla tortura

4 dicembre 2005 Pubblicato da roberto

Organizzato dalla Fondazione “Lelio Basso” e con la collaborazione della Regione Toscana, si è tenuto ieri, nell’auditorium del Consiglio Regionale in Firenze, l’ultimo appuntamento del seminario internazionale che ha approfondito, in date e in sedi diverse, il tema sempre attuale della tortura, focalizzato in questo ultimo incontro nel contesto del “ritorno alla guerra”.

Nel corso del seminario (a cui sono intervenuti personaggi di spicco della Fondazione e del mondo giuridico e giornalistico internazionale) ha avuto ampio spazio il documentario di RaiNews24 “Falluja - La strage nascosta”, la cui proiezione è stata preceduta dall’intervento della nostra Presidente Fulgida Barattoni, e seguita dalla lettura della dichiarazione che lo stesso IPB ha redatto a condanna dell’atto bellico statunitense.

Nota: Il sito della Fondazione: www.fondazionebasso.it
Un articolo da “Toscana Oggi”

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Servizio di RaiNews24 su Falluja: Amnesty International scrive al ministro Martino

18 novembre 2005 Pubblicato da roberto

La Sezione Italiana di Amnesty International ha inviato oggi una lettera al ministro della Difesa, on. Antonio Martino, chiedendo se il governo italiano “abbia acquisito e analizzato le denunce contenute nell’inchiesta di RaiNews24″ sull’uso di fosforo bianco nel corso dell’offensiva militare di Falluja del novembre 2004, “e quali iniziative intenda intraprendere a tal fine nei confronti delle autorità statunitensi”.
Nella lettera, l’organizzazione per i diritti umani ricorda che tutti i paesi coinvolti in un conflitto armato internazionale devono adottare ogni necessaria precauzione per evitare danni ai civili, secondo i principi vincolanti del diritto internazionale umanitario. Questi ultimi comprendono il divieto di attacchi diretti contro i civili od obiettivi civili; attacchi che non distinguono tra obiettivi militari e i civili od obiettivi civili; e attacchi che, sebbene diretti contro obiettivi militari, abbiano un impatto sproporzionato nei confronti dei civili o di obiettivi civili.

L’articolo 51 (4) del I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949 – prosegue la lettera di Amnesty International - proibisce attacchi indiscriminati, inclusi “quelli che impiegano un metodo o mezzo di combattimento che non può essere diretto a uno specifico obiettivo militare” e “quelli che impiegano un metodo o mezzo di combattimento i cui effetti non possono essere limitati come richiesto dal Protocollo”. Gli attacchi indiscriminati “hanno la caratteristica di colpire obiettivi militari e i civili od obiettivi civili senza distinzione”.

Amnesty International segnala, infine, che già il 16 novembre 2004 aveva diffuso una dichiarazione nella quale esprimeva “forti timori che a Falluja stiano avendo luogo gravi violazioni delle leggi di guerra a protezione dei civili e di persone armate fuori combattimento”.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 14 novembre 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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FOSFORO SU FALLUJA. Comunicato SESICG

17 novembre 2005 Pubblicato da roberto

Sempre sul tema “Fosforo bianco utilizzato a Falluja”, riporto il comunicato, reperito da altro circuito telematico, del Comitato Scienziate e Scienziati contro la guerra.
Per contatti e altre iniziative contattare ai recapiti sotto riportati nelle “Note” (referente: Paola Letardi).


COMUNICATO DEL COMITATO SCIENZIATE E SCIENZIATI CONTRO LA GUERRA
15 Novembre 2005

Le recenti rivelazioni da parte di alcuni mass-media sull’operato delle forze statunitensi durante l’assedio di Falluja ci spingono a prendere posizione in quanto scienziate e scienziati spinti dalla volontà di usare a fini di pace le competenze acquisite per il lavoro che facciamo.

L’uso di WP (Willi Pete, ovvero il fosforo bianco nel gergo militare), come documentato in particolare dal servizio di Ranucci su RAInews24 (vedi: http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsID=57784), costituisce una violazione del principio di base della Convenzione sulle Armi Chimiche, cui gli Stati Uniti aderiscono dal 1997. La convenzione infatti si pone come fine “la proibizione e l’eliminazione di tutti i tipi di armi di distruzione di massa; convinti che la completa ed effettiva proibizione dello sviluppo, produzione, acquisizione, immagazzinaggio, detenzione, trasferimento ed uso di armi chimiche e loro distruzione, rappresenta un passo necessario verso il conseguimento di tali obiettivi comuni”.

Il WP, come il Napalm, è una sostanza classificata come “incendiaria” il cui uso in guerra sarebbe permesso in circostanze ben definite. Aldila` di usi ‘legalmente’ permessi e vietati, pero`, il risultato sui civili (previsto, ed anzi cercato dai militari USA), costituisce un fatto documentato ed ormai indubitabile.

L’utilizzo di queste tecniche sulla popolazione civile e` di gravita` inaudita, suscita il nostro orrore, e ci impone di denunciare con forza l’abominio che rappresenta: la trasformazione di conoscenza, bene comune dell’umanita`, in strumento di distruzione di massa.
L’episodio (ammesso che di episodio si tratti e non di strategia deliberata) e` reso ancora piu` grave dai tentativi di impedire le testimonianze, facendo pagare prezzi altissimi e personali ai giornalisti non-embedded per il coraggio delle loro denunce.
Come se non bastasse, una volta svelata la strage nascosta, l’amministrazione USA tenta ancora di minimizzare e/o negare l’accaduto e i suoi effetti drammatici.

Ma le conseguenze di tale gesto potrebbero essere ancora piu` gravi: ci domandiamo infatti su quale base si potranno ritenere vincolanti tutti i trattati e le convenzioni con cui si e` cercato di costruire un mondo vivibile, nonostante la propensione umana alla guerra. Il comportamento dell’esercito statunitense oggi in Iraq, come trenta anni prima in Vietnam, come anche la guerra chimica messa in atto dalla NATO contro la cittadinanza jugoslava (i cui effetti di lungo periodo sono stati rilevati anche da organismi internazionali) fanno ridiventare “prassi bellica ordinaria” quei crimini di guerra che si speravano banditi per sempre dalla Storia.
Chi mai si sentira` obbligato a non diffondere malattie, a non avvelenare le acque, a non ‘distruggere il nemico’ anche usando armi atomiche? Se e` concesso ai piu` potenti di non seguire le regole da loro stessi imposte a tutti gli altri, perche` chi gia` soffre per i loro soprusi non dovrebbe usare le stesse armi?
Malgrado tutti gli impegni solenni pronunciati dopo Hiroshima e l’Olocausto, dopo il Vietnam, si stanno ripetendo orrori che speravamo espulsi dalla storia; orrori che saranno ancora un volta pagati da tutta la collettivita` mondiale, in termini fisici e sociali, a partire come sempre dai piu` poveri ed indifesi.

E’ possibile che i veri responsabili di tutto questo non saranno mai ufficialmente giudicati e condannati, magari appellandosi a cavilli (il WP non e` compreso nell’elenco delle armi chimiche, gli USA non hanno mai firmato il protocollo di Ginevra sulle armi incendiarie, ecc), ma tutte le persone devono sapere quali sono gli interessi strategici ed economici che rendono il mondo un luogo in cui e` sempre piu` difficile e doloroso sopravvivere.

E` necessaria ed urgente una reazione molto decisa, che gia` si intravede nelle prime mobilitazioni popolari. A queste aggiungiamo da parte nostra la ferma richiesta che sia fatta piena luce su questo come su altri episodi recenti di guerra inumana da parte di USA e NATO, e “coalizioni di volenterosi” di cui disgraziatamente fanno parte anche forze del nostro Paese. Chiediamo chiare prese di posizione ed azioni conseguenti dei nostri esponenti politici, che devono decretare il rientro immediato delle nostre truppe e farsi portatori di richieste presso tutti gli organismi internazionali specifici (CWC) e generali (ONU) affinche` essi si pronuncino su questa guerra, su questo episodio, su questo criterio di due pesi e due misure nei rapporti tra Stati.

Per parte nostra, ribadiamo il nostro impegno a non collaborare con qualsiasi attivita` connessa con l’industria bellica (v. http://www.carta.org/campagne/pace/050302scienziati.htm), ed esprimiamo la ferma condanna di ogni forma di sopraffazione dei popoli e delle persone. Rifiutiamo il coinvolgimento della scienza per questi scopi ed invitiamo tutte le persone, scienziate/i in particolare, ad operare per un mondo di pace.

Scienziate e scienziati contro la guerra
Nota: E’ in fase di allestimento un sito per la raccolta adesioni; comunichero’ l’indirizzo appena disponibile. Per informazioni generali sul comitato Scienziate E Scienziati Contro la Guerra (SESIG) potete contattare la sottoscritta (Paola Letardi, Paola.Letardi@ismar.cnr.it, 3472765957). Per aspetti specifici del comunicato il riferimento è Monica Zoppie’, mzoppe@ifc.cnr.it.

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Lettera al “Corriere” del prof. Cufaro Petroni

16 novembre 2005 Pubblicato da roberto

Care amiche, cari amici,

Il 15 novembre e’ comparsa sul Corriere della Sera un’intervista
telefonica a J.Pike nella quale si attaccava il servizio di RaiNews24 su
Falluja come disinformazione antiamericana. A me e’ parso che le
argomentazioni di Pike - in generale molto autorevoli - questa volta non
fossero convincenti. Ho scritto la mia opinione e la ho spedita al
Corriere della Sera: ve ne allego una copia.
Saluti
Nicola Cufaro Petroni

==========================================================
Al Direttore del Corriere della Sera
e p.c.
Al Direttore di La Repubblica
Al Direttore di Il Manifesto
Al Direttore di l’Unita’

Gentile Direttore,
Ho letto con grande interesse l’intervista rilasciata al Corriere della
Sera (15 novembre 2005) da J.Pike a proposito del recente servizio di
RaiNews24 (8 novembre 2005) che accusa i militari USA di uso improprio ed
eccessivo di armi incendiarie - in particolare di fosforo bianco (WP) -
nell’attacco su Falluja dell’8-20 novembre 2004. Mi sembra pero’ che in
essa i risultati dell’inchiesta giornalistica siano eccessivamente
minimizzati: dal sito www.globalsecurity.org gestito proprio da Pike
ricavo, infatti, un’impressione un po’ diversa.

Innanzitutto tengo a precisare che le pagine

http://www.globalsecurity.org/military/systems/munitions/incendiary.htm
http://www.globalsecurity.org/military/systems/munitions/wp.htm
http://www.globalsecurity.org/military/systems/munitions/napalm.htm

da me consultate sono state estensivamente modificate da Pike proprio
dopo l’8 novembre 2005 (soprattutto la pagina wp.htm), come ho potuto
constatare avendone io prelevato copia per mia documentazione in quella
data. In questa riscrittura sono scomparse frasi come “A side benefit of
white phosphorus is that white phosphorus smoke is toxic and readily
penetrates protective mask filters” e sono comparse delle sezioni sulle
(ben note) applicazioni non militari del fosforo, come la produzione di
bibite e dentifrici. In ambedue le versioni, comunque, si dice “These
weapons are particularly nasty (pericolose, indecenti) because white
phosphorus continues to burn until it disappears. If service members are
hit by pieces of white phosphorus, it could burn right down to the bone
(fino all’osso)” o anche “Incandescent particles of WP may produce
extensive burns”, mentre nell’intervista si dice “È difficile che produca
bruciature estese”.

In secondo luogo mi sembra strana l’affermazione di Pike “Quei cadaveri
non hanno i segni del fosforo bianco. Sembrano cadaveri rimasti al sole
per una settimana”. Se e’ vero infatti che il fosforo in se’ non e’
un’”arma di distruzione di massa” esso e’ chiaramente classificato come
agente incendiario su globalsecurity.org (e non solo), e se e’ vero che
il contatto con il fosforo “produce bruciature che possono essere molto
dolorose, ma normalmente non uccide” e’ vero anche che gli incendi e il
calore eccessivo, invece, si’. Traggo ad esempio dalla pagina napalm.htm
la seguente affermazione: “When indendiary weapons were dropped on
bunkers in Germany, the intense heat literally baked and dehydrated
German World War II soldiers, giving rise to the German word
‘Bombenbrandschrumpfeichen,’ meaning ‘firebomb shrunken flesh’ (carne
avvizzita dalle bombe incendiarie).” Mi sembra questa una descrizione
piu’ aderente a quel che abbiamo visto su RaiNews24, piuttosto che a
all’idea di cadaveri rimasti al sole (di novembre!) per una settimana.
Non e’ casuale d’altra parte che la Convention on Certain Conventional
Arms (CCCW, 1980) nel suo Protocol III - mai firmato dagli USA - vieti
proprio l’uso di armi incendiarie contro civili, o obiettivi militari
inseriti in concentrazioni di civili visto che esse “May Be Deemed To Be
Excessively Injurious Or To Have Indiscriminate Effects.”

Continuo a stimare molto le opinioni di J.Pike, ma questa volta le sue
argomentazioni non sono del tutto convincenti. Il servizio di Rainews24
puo’ contenere delle esagerazioni, ma l’accusa contro i militari
americani di aver usato armi incendiarie in maniera non consentita dai
trattati internazionali resta per intero, anche se - trattandosi degli
USA - non mi aspetto che la questione possa essere mai considerata da un
tribunale penale internazionale.

Nicola Cufaro Petroni

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Presa di Falluja: un commento dal prof. Cufaro Petroni

12 novembre 2005 Pubblicato da roberto

Il prof. Nicola Cufaro Petroni è il segretario generale dell’USPID - Unione Scienziati per il Disarmo.
Ringraziamo sentitamente la sua disponibilità alla pubblicazione di queste sue considerazioni personali (assieme ai link utilissimi a cui rimandiamo per completezza documentale) riguardo la nota vicenda dell’uso di armi “chimiche” nell’assedio statunitense alla città irachena di Falluja.
E’ molto importante, a nostro avviso, il suo commento: perché fa chiarezza sulle normative presumibilmente violate dall’azione di forza americana, nonché sui termini “lessicali” delle armi impiegate che negli articoli prodotti dalla stampa non sempre risultano corretti.
Sembrano cose di secondaria importanza, queste ultime (chi non pensa piuttosto, son pur sempre morti dei civili ed è questo che importa?); ma è proprio con la chiarezza dei termini, unitamente alla conoscenza delle convenzioni internazionali esistenti, che si può arrivare all’identificazione certa della gravità di illecito che l’uso letale del “fosforo bianco” ha generato.

USPID - Unione Scienziati Per Il Disarmo
Segretario Generale

Care amiche, cari amici,

Probabilmente avrete saputo che l’8 novembre (in un orario piuttosto
infelice) RaiNews24 ha trasmesso un servizio nel quale sono riportate
delle impressionanti testimonianze a sostegno dell’ipotesi secondo cui
l’attacco americano contro Falluja del novembre 2004 sarebbe stato
condotto con mezzi disumani, se non chiaramente criminali. Coloro che non
avessero avuto modo di vedere il servizio, o che comunque ne
volessero conservare una copia, possono scaricarlo dal sito di RaiNews24
all’indirizzo

http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchiesta/body.asp

o, se preferiscono, possono richiederlo a me: si tratta di un file .wmv
di 1.535 KB che puo’ essere spedito via email.

Approfitto di questo messaggio per aggiungere qualche mio commento su
questa vicenda:

1) Nel servizio viene mossa contro i militari USA l’accusa di aver usato
“armi incendiarie” (armi al fosforo bianco, o al Napalm) contro civili.
Un’ accusa grave perche’ l’uso delle armi incendiare, pur non essendo
vietato (come per le armi chimiche), e’ regolato dal Protocol III della
UN Convention On Prohibitions Or Restrictions On The Use Of Certain
Conventional Weapons Which May Be Deemed To Be Excessively Injurious Or
To Have Indiscriminate Effects And Protocols (1980) che in breve
chiameremo CCCW. In questo Protocol III si dice che le armi incendiarie
non possono essere usate contro obiettivi civili, o contro obiettivi
militari “colocati in mezzo a concentrazioni di civili”. Sembra invece
che proprio tale uso sia stato fatto, ed e’ molto grave: per meno di
questo dirigenti militari e politici di altri regimi sono stati mandati
di fronte a tribunali penali internazionali. Per vostra comodita’ riporto
in fondo al messaggio il testo di questo Protocol III. Il testo completo
della CCCW puo’ essere trovato ad esempio sul sito di
GlobalSecurity all’indirizzo

http://www.globalsecurity.org/military/library/policy/int/index.html

2) L’Amministrazione USA si difende sostenendo innanzitutto che le armi
al fosforo sono state usate come “illuminants, tracers, smoke or
signalling systems”, casi esplicitamente esclusi dal novero delle armi
incendiarie dal citato Protocol III. Mi sembra pero’ una difesa debole
dati i terribili risultati sui civili documentati dal servizio di
RaiNews24. Inoltre tale difesa non si applica all’eventuale uso di Napalm
o alla sua piu’ recente versione usata nelle munizioni MK77 o simili
sulle quali potete trovare documentazione sul sito della FAS
all’indirizzo

http://www.fas.org/man/dod-101/sys/dumb/mk77.htm

3) Inoltre gli USA, pur non ammettendo un uso irregolare di armi
incendiarie, ritengono di non essere vincolati dal Protocol III della
CCCW, perche’ loro non lo hanno firmato. Ma questa obiezione a me sembra
peggiore dell’accusa dal momento che aggiunge al danno solo la beffa
dell’arroganza di chi si ritiene al di sopra delle regole che gli altri
devono, invece, rispettare. Non si tratta di capire se formalmente un
trattato sia stato violato, ma si tratta di capire se in realta’ un
crimine contro l’umanita’ sia stato perpetrato. Da un punto di vista
sostanziale un assassinio resta tale anche se il responsabile dichiara di
ritenersi fuori dal sistema giudiziario.

4) Sarei invece piu’ cauto per le accuse (riprese dalla stampa) di uso di
armi chimiche in Iraq. L’uso di armi chimiche e’ strettamente
vietato, e anche la loro produzione o detenzione non e’ permessa (Saddam
ne sa qualcosa …). Sta di fatto pero’ che ne’ le armi al fosforo bianco
ne’ quelle al Napalm sono qualificabili come armi chimiche. I loro
effetti infatti sono prodotti da reazioni chimiche (come per la dinamite,
peraltro), ma vengono usate per gli effetti termici degli agenti usati,
non per i loro effetti tossici. Le sostanza in questione non sono
pertanto menzionate in nessun trattato relativo ad armi
chimiche. Accusare gli USA di uso di armi chimiche sulla base delle
rivelazioni di RaiNews24 mi sembra quindi sbagliato e puo’ produrre
l’effetto di screditare invece l’accusa - comunque grave - di uso
indiscriminato di agenti incendiari contro popolazioni civili.

5) Naturalmente le cautele espresse nel punto precedente non avrebbero
piu’ senso se invece si svoprisse che gli USA hanno fatto uso di vere
armi chimiche. Quanto a questo le accuse non mancano ma non sembrano
ancora sostanziate dallo stesso tipo di evidenza del servizio di
RaiNews24. Si veda ad esempio il eguente articolo di IslamOnLine

http://www.islamonline.org/English/News/2004-11/10/article05.shtml

Infine altre informazioni sull’argomento possono essere trovate ai
seguenti indirizzi:

Saluti
Nicola Cufaro Petroni

=========================================
Convention on Certain Conventional Weapons
Protocol III
Protocol on Prohibitions or Restrictions on the Use of Incendiary Weapons.
Geneva, 10 October 1980
Article 1
Definitions

For the purpose of this Protocol:

1. Incendiary weapon” means any weapon or munition which is primarily
designed to set fire to objects or to cause burn injury to persons
through the action of flame, heat, or combination thereof, produced by a
chemical reaction of a substance delivered on the target. (a) Incendiary
weapons can take the form of, for example, flame throwers, fougasses,
shells, rockets, grenades, mines, bombs and other containers of
incendiary substances.
(b) Incendiary weapons do not include:
(i) Munitions which may have incidental incendiary effects, such
as illuminants, tracers, smoke or signalling systems;
(ii) Munitions designed to combine penetration, blast or
fragmentation effects with an additional incendiary effect, such as
armour-piercing projectiles, fragmentation shells, explosive bombs and
similar combined-effects munitions in which the incendiary effect is not
specifically designed to cause burn injury to persons, but to be used
against military objectives, such as armoured vehicles, aircraft and
installations or facilities.
2. Concentration of civilians” means any concentration of civilians,
be it permanent or temporary, such as in inhabited parts of cities, or
inhabited towns or villages, or as in camps or columns of refugees or
evacuees, or groups of nomads.
3. Military objective” means, so far as objects are concerned, any
object which by its nature, location, purpose or use makes an effective
contribution to military action and whose total or partial destruction,
capture or neutralization, in the circumstances ruling at the time,
offers a definite military advantage.
4. Civilian objects” are all objects which are not military
objectives as defined in paragraph 3.
5. Feasible precautions” are those precautions which are practicable
or practically possible taking into account all circumstances ruling at
the time, including humanitarian and military considerations.

Article 2
Protection of civilians and civilian objects

1. It is prohibited in all circumstances to make the civilian
population as such, individual civilians or civilian objects the object
of attack by incendiary weapons.
2. It is prohibited in all circumstances to make any military
objective located within a concentration of civilians the object of
attack by air-delivered incendiary weapons.
3. It is further prohibited to make any military objective located
within a concentration of civilians the object of attack by means of
incendiary weapons other than air-delivered incendiary weapons, except
when such military objective is clearly separated from the concentration
of civilians and all feasible precautions are taken with a view to
limiting the incendiary effects to the military objective and to
avoiding, and in any event to minimizing, incidental loss of civilian
life, injury to civilians and damage to civilian objects.
4. It is prohibited to make forests or other kinds of plant cover the
object of attack by incendiary weapons except when such natural elements
are used to cover, conceal or camouflage combatants or other military
objectives, or are themselves military objectives.


Il prof. Cufaro Petroni è contattabile vie e-mail all’indirizzo cufaro@ba.infn.it
Indirizzo web: http://www.ba.infn.it/~cufaro/homepage.html

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