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La lunga ombra del sole di Hiroshima
Dopo un periodo di stasi, nel mese di dicembre 2008 la mostra itinerante fotografica e multimediale è sbarcata in Sicilia! Dal Comune di Agrigento riprende il suo percorso che la vedrà toccare, nello spazio di due anni, numerose località dell’isola.
Comunicazioni e calendario
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Una favola per la pace
Gli archivi delle passate edizioni

agosto 29th, 2010
Il progetto è partito. Una cordata di tante persone per salvare la vita di una bimba irachena.
La storia la sapete ormai. Come tante vicende a cui solo il caso sembra aver dato vita, ecco una speranza che si fa concreta e una responsabilità che troviamo per fortuna già condivisa tra tanti.
Ecco allora il comunicato che dà l’avvio a un appello: perché questo percorso di solidarietà ha bisogno di un supporto duraturo per arrivare al compimento!
Vedi anche:
AIUTIAMO
La piccola FATMA
 Hassan Akbar – Fatma Basm Jassam
Una cordata di tante persone per salvare la vita di una bimba irachena
La piccola Fatma è arrivata lo scorso 18 luglio in Italia. Un viaggio della speranza come tanti ma Fatma oggi è entrata nei nostri cuori, vispa, intelligente, un vero “grillino” che conosce già tante parole in Italiano
E’ stato un grande lavoro di equipe dove tutti hanno fatto la loro parte con eccellenza e professionalità.
La squadra ha funzionato, sta funzionando e funzionerà perché la strada per salvare Fatma è appena iniziata.
Le sue condizioni sono medicalmente “gravi”, è affetta da talassemia major, una patologia che conduce alla morte, e il suo attuale stato di salute impedisce di sottoporla ad un trapianto di midollo, unica via per la sua salvezza.
Dovrà quindi seguire una terapia molto attenta per almeno 12 mesi per stabilizzare i valori nel suo sangue e il prossimo anno potrà tornare in Italia per il “trapianto di midollo” che le consentirà di vivere e vivere una vita quasi “normale”.
IPB-Italia Lo scorso marzo aveva incontarato Hassan Akbar Parwen mamma della piccola Fatma pur non parlando una parola di inglese tantomeno di italiano ne aveva inseguiti i delegati Fulgida Barattoni e Mariapia Indelicato nel giardino dell’ospedale, aveva preso loro le mani e con il solo linguaggio degli occhi, da mamma a mamma aveva detto: Aiutatemi la mia bambina sta morendo. Non esiste disperazione più grande per una mamma di dovere assistere “impotente” alla morte di un figlio”.
IPB-Italia anche se è un’associazione prettamente composta da professionisti, scienziati, avvocati, esperti di armi chimiche, nucleari, biologiche, gente che studia le convenzioni internazionali che cerca di porre piccoli rimedi alla violenza della guerra non poteva rimanere insensibile a questo richiamo e oggi si fa promotore del progetto per salvare la vita di FATMA. E’ decisiva una operazione di sensibilizzazione per avviare una
RACCOLTA FONDI
finalizzati ad aiutare la piccola Fatma
Le donazioni in aiuto di Fatma Basm potranno essere versate sul ccp 11114444 intestato a IPB-Italia, Piazza Martiri 1 – Lugo con CAUSALE: Salviamo insieme Fatma
Potrete seguire lo sviluppo del progetto, la documentazione dei versamenti effettuati e delle spese sostenute direttamente sul sito del Comune di Lugo al link dedicato a I.P.B. International Peace Bureau.(www.comune.lugo.ra.it)
Tutte le donazioni saranno seguite da regolare ricevuta di avvenuto versamento
Le azioni di aiuto sono finalizzate a sostenere i costi per :
- la terapia medica per 12 mesi
- il viaggio per il ritorno in Iraq per Fatma e per la madre
- il viaggio in Italia, fra 12 mesi, per Fatma, la madre ed eventualmente un fratello donatore
- la permanenza in Italia di Fatma e della madre per le cure post-trapianto per un periodo di circa 6 mesi
- il viaggio di ritorno in Iraq per Fatma e per la madre
Si ringraziano:
La First Lady dell’Iraq Hero Ibrahim Talabani
il Sindaco della città di Halabja Kareem Khder
l’Ambasciata Italiana di Baghdad nelle persone dell’Ambasciatore Maurizio Melani, il Dr. Francesco Fedele
La Regione Emilia Romagna nelle persone dell’Ass. Carlo Lucenti e della D.ssa Vittoria Pastorelli
l’AUSL di Modena nelle persone del Dr. Maurzio Miselli e la Sig.ra Renata Munari e soprattutto il Prof. Paolo Paolucci, il Dr. Giovanni Palazzi, il Dr. Giuseppe Barone e la D.ssa Raffaella Burzi per tutto l’aiuto, la competenza medica e l’assistenza che hanno offerto alla bimba e anche a noi per consentirci di intraprendere insieme alla piccola Fatma questa avventura per la vita.
CON LA COLLABORAZIONE DI

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agosto 19th, 2010
Riceviamo da Alyn Ware, coordinatore mondiale di PNND, l’organizzazione dei parlamentari per la non-proliferazione e il disarmo nucleare, questa notizia. L’ONU si appresta a indire per la prima volta, dopo l’approvazione all’unanimità il 2 dicembre scorso della risoluzione 64/35, la giornata internazionale contro i test nucleari.
La Giornata ha lo scopo di galvanizzare gli sforzi delle Nazioni Unite e dei suoi Stati membri, delle organizzazioni intergovernative e non governative, istituzioni accademiche, network e media per informare, educare e sostenere la necessità di vietare i test nucleari come un passo importante per raggiungere un mondo più sicuro.
PNND dal canto suo si unisce al Segretario generale dell’ONU, agli Stati membri dell’ONU e alla società civile nel favorire la piena ratifica e l’entrata in vigore del trattato di interdizione degli esperimenti nucleari (CTBT), e la realizzazione di un mondo sicuro dalle armi nucleari.
I parlamentari - afferma il comunicato - hanno un ruolo fondamentale da svolgere per porre fine agli esperimenti nucleari e all’abolizione globale delle armi nucleari. A questo scopo, nel mese di aprile del 2009 l‘Inter-Parliamentary Union - che comprende 155 Parlamenti nel mondo - ha adottato all’unanimità una risoluzione proposta dai membri del PNND, invitando i parlamentari e gli stessi Parlamenti ad adottare misure per sostenere il CTBT e il Piano a 5 punti dal Segretario generale dell’ONU per il disarmo nucleare.
Tra il 29 agosto e l’11 settembre, alle Nazioni unite si svolgeranno eventi per la giornata internazionale contro i test nucleari, come pure presso i Parlamenti e altre località in tutto il mondo.
Note:
International Day against Nuclear Tests. Il sito:
http://www.un.org/en/events/againstnucleartestsday/
Questo articolo è pubblicato anche su http://www.peacelink.it/disarmo/a/32234.html
luglio 20th, 2010
Fatma Basm Jassam, la bambina talassemica conosciuta in Iraq lo scorso marzo, è adesso in Italia, ed è curata a Modena nel reparto di ematologia del Policlinico.
Tanti sono già gli articoli e comunicati stampa apparsi sui media locali. In coda alla pagina riportiamo qualche link.
E non possiamo non citare l’SMS di gioia arrivato a tanti di noi dalla nostra Presidente Fulgida Barattoni: “Desidero con tutto il cuore ringraziare tutti i soci,uno ad uno e con tutti voi condividere la gioia del sorriso della piccola Fatma che oggi grazie a IPB-Italia ha una speranza di vita.”
Adesso questa speranza è nelle mani e nella competenza di chi la ha presa in cura. A noi rimane il compito di “supportare”, con il cuore e le nostre iniziative, il soggiorno difficile tra noi di Fatma e della sua mamma.
Il giorno 1° Agosto presso il parco
la Piccola Oasi “Lilly e i Vagabondi” di Villa San Martino a Lugo
Giornata per i bimbi kurdi
PROGRAMMA di massima
RACCOLTA GIOCATTOLI
IPB-Italia raccoglie giocattoli per i bimbi di Halabja
luglio 17th, 2010
DOMANI ARRIVA LA PICCOLA FATMA
Una cordata di tanti uomini per salvare la vita di una bimba irachena

- Hassan Akbar – Fatma Basm Jassam
Domani arriva la piccola Fatma.
E’ stato un grande lavoro di equipe dove tutti hanno fatto la loro parte con eccellenza di professionalità:
- La First Lady dell’Iraq Hero Ibrahim Talabani e il Sindaco della città di Halabja Kareem Khder che hanno dal fronte Iracheno sostenuto e finanziato parte di questa iniziativa.
- l’Ambasciata Italiana di Baghdad nelle persone dell’Ambasciatore Maurizio Melani, il Dr. Francesco Fedele sono riusciti di concerto con il Ministero degli Esteri Iracheno a fare emettere in 24 ore i passaporti per la bimba Fatma e la sua mamma.
- La Regione Emilia Romagna nelle persone dell’Ass. Carlo Lucenti e della D.ssa Vittoria Pastorelli di concerto con l’AUSL di Modena nelle persone del Dr. Maurzio Miselli e la Sig.ra Renata Munari che in 48 ore hanno emesso la delibera di “caso umanitario” che consente alla bimba Irachena di potere accedere alle cure sanitarie presso il Policlinico di Modena.
- Il Dr. Giovanni Palazzi del Reparto Ematologia del Policlinico di Modena che prenderà in carico domani la piccola Fatma.
- I medici di IPB-Italia D.ssa Rossella Burzi e Dr. Giuseppe Barone che sono partiti la scorsa settimana alla volta dell’Iraq per andare a prendere la bimba e la sua mamma e accompagnarle in Italia
- La Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna nelle persone del Dr. Antonio Scavuzzo e Sig. Pietro Voce che domani saranno all’aeroporto di Bologna con un’ambulanza per accogliere Fatma.
- La compagnia aerea ATLAS nella persona del Sig. Mauro Maggi e il Sig. Mauro dell’agenzia viaggi AREA PLUS di Roma che ci hanno minuto dopo minuto assistiti per riuscire a fare in modo che la bimba e la sua mamma potessero salire sul volo che risultava da giorni completamente pieno
La squadra ha funzionato e passo dopo passo sono stati affrontati e risolti tutti i problemi proedurali legati a questa coraggiosa impresa, portare in Italia una bimba che avevamo incontrato lo scorso marzo nel reparto di pediatria dell’ospedale di Halabja la città tristemente famosa per il micidiale bombardamento con le armi chimiche del 1988 e delle cui conseguenze ancora oggi soffrono i cittadini e soprattutto i bambini della città.
Racconta Fulgida “Lo scorso marzo Hassan Akbar Parwen mamma della piccola Fatma pur non parlando una parola di inglese tantomeno di italiano mi aveva inseguita nel giardino dell’ospedale,aveva preso le mie mani e con il solo linguaggio degli occhi, da mamma a mamma mi aveva detto: Aiutami la mia bambina sta morendo. Non esiste disperazione più grande per una mamma di dovere assistere “impotente” alla morte di un figlio”.
IPB-Italia è un’associazione prettamente composta da professionisti, scienziati, avvocati, esperti di armi chimiche, nucleari, biologiche, gente che studia le convenzioni internazionali e cerca di porre piccoli rimedi alla violenza della guerra. L’esperienza di Fatma ci ha chiamati su un terreno, quello sanitario, che non avevamo mai affrontato nel passato eppure un “Dio buono” ci è venuto in soccorso, ci ha assistiti e non solo ce l’abbiamo fatta a portare la piccola Fatma in Italia per offrirle una speranza di vita ma ora partirà un progetto sanitario in supporto all’ospedale di Halabja dove la D.ssa Raffaella Burzi e il Dr. Giuseppe Barone sono andati a fare tutti gli studi di sostenibilità e adattamento alla realtà del territorio.
Un grazie a tutti i soci di IPB-Italia sparsi sul territorio nazionale che non si sono spaventati ma hanno anche questa volta accettato una sfida più grande di noi.
N.B. questo comunicato stampa è stato anche inviato alla c.a. del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
luglio 10th, 2010

Fatma con la mamma
Oggi 10 luglio è una data importante. Inizia il viaggio del dr. Giuseppe Barone e della d.ssa Rossella Burzi alla volta di Sualaymanyah. Dovranno mettere a punto il progetto sanitario di IPB-Italia in supporto all’ospedale di Halabja dove a cadenza di 15 giorni ruoteranno medici italiani volontari, che attraverso un meccanismo di passaggio di consegne svilupperano il progetto sia sulla base della formazione del personale medico e paramedico che di assistenza medica alla popolazione locale.
Per questo progetto IPB-Italia ha in programma la realizzazione di un concerto di beneficienza che si propone di raccogliere 30.000 euro, necessari per l’acquisto di strumentazioni mediche piccole-leggere tipo un ecografo, un radiografo portatili, tali da rendere possibili anche all’ospedale di Halabja diagnostiche di primo livello.
Al loro rientro in Italia il Dr. Barone e la D.ssa Burzi porteranno con loro Fatma, la bimba ammalata di talassemia major che Fulgida Barattoni ha incontrato durante il suo ultimo viaggio in Iraq.
Fulgida racconta: “Le mamme hanno un linguaggio che oltrepassa ogni barriera linguistica quando c’e’ di mezzo la vita delle loro creature. Così la mamma di Fatma pur non parlando la mia lingua tanto meno l’inglese è riuscita guardandomi negli occhi e stringendomi le mani a farmi capire che sua figlia stava morendo e che lei non poteva arrendersi. E metteva le sue mani nelle mie, i suoi occhi nei miei perchè io potessi vedere, potessi capire la sua disperazione”.
Una mamma non si rassegna mai ad aspettare la morte della propria figlia e lotta, lotta sempre, contro tutti e tutto per offrire una speranza alla sua bambina.
La mamma di Fatma si chiama Parwen Hassan Akbar. E’ una giovane donna del 1972 e il prossimo 18 luglio porterà la figlia in Italia per sottoporla ad un trapianto di midollo. Il Dottor Giovanni Palazzi del reparto di ematologia del Policlinico di Modena è il medico che si è offerto di prendere il carico questo caso e di curare la nostra piccola Fatma.
C’è un grazie speciale che va alla nostra Ambasciata di Baghdad, a tutti gli operatori, e soprattutto all’Ambasciatore Maurizio Melani che per questa evenienza ha attivato una procedura speciale d’urgenza e di semplificazione burocratica che consentirà l’entrata in italia di Fatma e della sua mamma.
“E’ importante” dice Fulgida: “è importante che i volontari di IPB-Italia, soprattutto i volontari medici che si alterneranno all’ospedale di Halabja si sentano protetti e sentano vicine le loro istituzioni italiane in queste loro azioni di pace, solidarietà, in territori così ancora ad alto rischio per la loro vita e incolumità.”
IPB-Italia porta avanti il proprio lavoro e la propria missione grazie al contributo di tutti i suoi volontari, tutti, nessuno escluso. Ogni volontario svolge un compito indispensabile all’interno di questa grande macchina di pace che si chiama International Peace Bureau che riesce a fare azioni così importanti e così tanto più grandi della sua stessa struttura.
E’ a tutti questi volontari di IPB-Italia che è dedicato il sorriso di questa bambina Fatma, è a tutti questi “piccoli uomini” che indefessi non si arrendono e pur nella consapevolezza di essere solo dei “piccoli uomini” che possono fare solo “piccole azioni” questi piccoli uomini questo solo che puo’ sembrare poco davanti alle grandi devastazioni del mondo ma questi volontari, tutti insieme questo “poco” lo vogliono fare tutto fino in fondo e tenendosi per mano, sostenendosi e spronandosi si stringono oggi attorno alla piccola Fatma e ai loro compagni volontari Dr. Giuseppe Barone e D.ssa Rossella Burzi che senza paura, l’andranno a prendere.
“Chi salva una vita salva il mondo”. Oggi, ragazzi, è un buon giorno per tutti!
giugno 14th, 2010
Due nuovi progetti dall’associazione. Uno in cantiere, l’altro già quasi operativo. Si tratta, il primo, di un convegno internazionale, da realizzarsi verso fine anno, che vedrebbe invitati partners iracheni, iraniani, turchi e siriani. Lo scopo sarà l’incontro e il dialogo.
E’ ancora in fase di studio di fattibilità, assieme alla “Round Table” di Faenza, mentre IPB-Italia sarà patrocinatore gratuito.
Il secondo progetto di aiuto medico-sanitario alla città di Halabja sta per partire. Durante l’ultimo viaggio ad Halabja la delegazione di IPB-Italia ha avuto modo di visitare le strutture sanitarie. Sebbene sia in via di costruzione un ospedale con fondi giapponesi, quello esistente è più un dispensario con personale medico e paramedico molto carente così pure le apparecchiature mediche.
Ecco quindi l’iniziativa di mettere insieme un gruppo di lavoro con i nostri partners iracheni per mandare giù una equipe che possa effettuare un primo intervento sui bambini che noi abbiamo incontrato e che sono in seria necessità di aiuto. E’ previsto che l’equipe di medici di IPB-Italia farà anche formazione al personale medico e paramedico di Halabja.
La durata del progetto sarà di due settimane con possibilità di alternanza perchè ovviamente questi medici volontari che si recheranno in Iraq lo faranno utilizzando le loro ferie e permessi.
Di questo progetto vi sono già delle novità. L’equipe medica è già in via di formazione e sarà guidata dal dott. Giuseppe Barone, specialista in Medicina Nucleare, che assieme alla dottoressa Rossella Burzi, collega e consorte, in luglio farà un primo viaggio di valutazione delle necessità. Ritorneranno accompagnando in Italia Fatma Basm Jassm, una bambina malata di talassemia, che sarà ricoverata al Centro ematologico del’ospedale di Modena dove le verrà praticato un trapianto di midollo, efficace nei casi di Talassemia Major.
E’ già stata attivata l’ambasciata italiana in Iraq per la richiesta dei passaporti e dei visti per Fatma e la sua mamma che l’accompagnerà in questo “viaggio della speranza”, partito quasi per caso come spesso ci è accaduto. Le spese del viaggio saranno coperte dal Ministero della salute del Kurdistan, mentre IPB-Italia sosterrà le spese della loro permanenza nel nostro Paese.
Certo. Questo corollario al progetto sanitario in cantiere è una piccola cosa. Ma quella di Fatma è una vita che potrà essere salvata. Una favola di speranza e di pace che speriamo arrivi a un lieto fine.
giugno 9th, 2010
Da Michele Di Paolantonio, presidente della sezione italiana di IPPNW, riceviamo questo comunicato. E’ una dichiarazione congiunta dalle organizzazioni “parallele” di IPPNW rappresentanti i medici israeliani e palestinesi impegnati verso pace e disarmo.
Anche da essi una ferma condanna dell’aggressione alle navi che portavano aiuti a Gaza.
Joint Statement on the Armed Assault on Ships to Gaza
Palestinian Physicians For the Prevention of Nuclear War (PPPNW) and the Israeli Physicians For Peace and the Preservation Of The Environment (IPPPE), Affiliates of International Physicians For the Prevention of Nuclear War,
Agree as follows:
Our two organizations condemn the armed assault in international waters on ships carrying humanitarian aid to Gaza and deplore the resulting loss of lives.
As physicians on both sides, we agree that the health of the population of Gaza is of deep concern and that medical aid is urgently needed.
We are calling for an international inquiry into this incident, and an immediate end to the blockade of Gaza.
We call upon the Israeli and the Palestinian leaders to enter into serious negotiations in goodwill to find a nonviolent, peaceful resolution of the Israeli-Palestinian conflict.
Dr. Abdelaziz Alabadi, MD — President, PPPNW, Palestine
Prof. Ernesto Kahan M.D. — President and Councilor, IPPPE, Israel
Dr. Mustafa Ghanim, MD, PhD— External Relations, PPPNW, Palestine
Dr. Ra’anan Friedmann M.D., Ph.D. — Vice President, Vice Councilor and Spokesman, IPPPE, Israel
Fonte: http://peaceandhealthblog.com/
giugno 7th, 2010
L’editoriale del CIPMO del 7 giugno va al di là delle considerazioni “emotive” scaturite dal recente attacco della Marina israeliana contro le navi umanitarie dirette a Gaza. Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente fornisce un commento che spazia a 360° e che investe anche i complessi giochi di potere per un riequilibrio in atto nell’intera regione mediorientale.
Può essere condivisibile o meno (in ogni caso la condanna verso l’atto di Israele è significativa) però mette luce su quanto si sta muovendo nei rapporti internazionali.
Concludendo infine con un auspicio sul possibile ruolo dell’Unione Europea:
“L’Europa, senza arroganza e presunzione, può svolgere un ruolo essenziale per creare condizioni favorevoli a questo più realistico e complessivo approccio. Tanto più necessario mentre si avvicinano scadenze cruciali per la gestione del difficile nodo iraniano, le cui interconnessioni con l’irrisolta questione israelo-arabo-palestinese sono state ripetutamente evidenziate dallo stesso Obama. L’alternativa è la continuazione di un semplice management del conflitto, costantemente esposto a crisi imprevedibili e potenzialmente devastanti, come quella di questi giorni, con ripercussioni sempre più gravi sullo stesso quadro regionale e internazionale.”
Leggi tutto nel sito www.cipmo.org!
aprile 2nd, 2010
di Andrea Misuri
L’International Peace Bureau e Mayors for Peace-Italia possono davvero dire di avere portato a casa un nuovo, positivo risultato politico. Nel caso, il viaggio nel Kurdistan iracheno della delegazione guidata dalla “nostra” Fulgida Barattoni, da Vincenzo D’Asaro sindaco di Mazzarino e da Susanna Agostini presidente della Commissione Pace e Relazioni Internazionali del Comune di Firenze. Un viaggio costellato di incontri istituzionali e con associazioni culturali, economiche, di genere.
Tappa dopo tappa, a Sulaimaniya, a Halabja, nella capitale Erbil. E ancora, nei villaggi di montagna dove l’uomo lavora l’arcigna terra ancora con l’aratro, a Bijara, Belikha, Tawela. Villaggi della regione di Hawraman, a ridosso della catena dei Shinerwe, a marzo ancora innevati, permeabili alle infiltrazioni dal vicino Iran, che si può raggiungere attraverso sentieri conosciuti dalla popolazione locale, anche soltanto in una ventina di minuti. Qui il proselitismo musulmano conquista consensi, qui la condizione della donna paga il prezzo sociale più alto in termini di isolamento e di subalternità.
Complice la festività del Newroz, con le donne impegnate a preparare i piatti della tradizione iranica, l’incontro con le associazioni femminili si sono svolte a Halabja. La distanza è soltanto di poche decine di km., eppure in città la dipendenza familiare e sociale della donna è meno rigida. Tanto che Nijan Hassan Ali, 30 anni, single, Shokhan Abbas, 25 anni, divorziata, Mizhda Jalal, 26 anni, sposata, Khelan Hama Ali Rasheed, 29 anni, single, hanno voluto parlarci dei loro sogni e dei progetti ai quali non intendono rinunciare. Compreso quello di giocare a football. Da qui l’invito di Hamida Jamal Muhamad e della portiera della squadra Chinar Taha Hassan, per il giorno successivo, al Lawan Stadium di Halabja, all’incontro della rappresentativa femminile locale Tawar, contro quella maschile di Chakhmakha. E’ una partita giocata per stare in allegria. Gli uomini, per lo più provvisti di prominente pancetta, sono capitanati da Hama Ali Khan, noto attore e regista locale. La differenza di genere, però, alla fine, ha fatto la sua differenza, come indica il risultato fissato sul 6 a 1. E questo nonostante il nostro tifo fosse indirizzato tutto alle ragazze. A maggior ragione dal momento in cui uno di noi, Alessandro, un biellese simpatico e dal fisico atletico, è sceso in campo con le perdenti, nel tentativo vano di ribaltare un risultato ormai compromesso.
L’attimo di amarezza per la sconfitta calcistica, si è dissolto nell’entusiasmo del pubblico locale per la performance sul campo del nostro alfiere. La sua e la nostra foto sul quotidiano regionale, la migliore conferma di come, ancora una volta, il calcio si sia dimostrato veicolo immediato di comunicazione.
Aso, da molti anni in Italia, ha molto insistito per farci conoscere la sua famiglia. E’ con piacere che l’intera delegazione accetta l’invito che ci fa pervenire tramite l’amica Fulgida, a cenare a casa dei suoi parenti, nei dintorni di Sulaimaniya. La sorpresa è di quanto sia numerosa (e splendida) la famiglia della quale siamo ospiti. Il padre Kalil Baki, la madre Ciman, la zia Suham. Poi, fratelli, sorelle e familiari stretti. A scalare, con l’indicazione degli anni, Araz Fajak 31, Tola e Trifa 24, Sangar 22, Halmat 20, Marda 19, Hanar 18, Biener 14, Hersh 13, Hardi, Mohamed e Rozhgar 12, Jutiar 11, Shanar 10, Shas 4. Faccio ammenda per errori di trascrizione dei nomi ed eventuale numero di anni riportati erroneamente. Quel che conta è che ci siamo ritrovati in una atmosfera familiare calda e coinvolgente come poche altre. Si è formata un’atmosfera complice, come se si fosse con vecchi amici, persi di vista per le vicende della vita, e non tra persone che fino a poco prima non sapevano dell’esistenza gli uni degli altri. Abbiamo scherzato e parlato. Nella stanza delle donne, Fulgida e Susanna hanno accettato di indossare i vestiti curdi e contribuito a servire la cena sul tappeto, secondo usanza. Al momento della partenza, eravamo tutti commossi.
Ma insieme ai momenti ludici, la spedizione ha avuto numerosi incontri istituzionali.
Sempre a Halabja, l’inaugurazione del parco giochi “Baran Gozal”, intitolato al petroliere curdo che lo ha donato alla città, con altalene, scivoli e gli attrezzi più vari, ci fa pensare che gli anni della guerra si stanno allontanando. I bambini ridono, si spingono, rincorrendosi spensierati. Eppure, all’intorno, le guardie della sicurezza, mitraglietta in mano, circondano il ministro dei Martiri e dell’Anfal Majid Hamad Amin Jamil, le autorità locali e i nostri rappresentanti, confermando, con la loro costante presenza, che la pace è da consolidare.
Giorno dopo giorno, trova collante il fronte istituzionale italiano. Non servono summit per comprenderci e capire che stiamo rispondendo con un’unica volontà solidale alla chiara domanda di riconoscimento internazionale del desiderio di democratica ricostruzione del Kurdistan iracheno. Firenze e Mazzarino uniti in rappresentanza e impegno futuro, a garanzia che i Sindaci per la Pace non sentono i confini geografici del proprio territorio quando si tratta di promuovere l’amicizia ed il benessere delle popolazioni rappresentate. E tutto questo, con il contributo determinante del lavoro svolto in questi anni da l’IPB, qui rappresentata, oltre che da Fulgida Barattoni, dal presidente Tomas Magnusson. Una presenza a garanzia della valenza internazionale di questo evento.
Il Castello di Erbil, che si erge imponente a dominare il sottostante bazar, è datato tra i 6000 e gli 8000 anni ed è la più antica costruzione al mondo. Da alcuni anni, la città ha un consolidato rapporto con Firenze, tramite Salar Khudur Hussain presidente del Consiglio Comunale. In ponte, progetti in campo economico ed archeologico. Salar ci onora, coinvolgendoci con la sua famiglia nei festeggiamenti del Newroz. Abbiamo così l’opportunità di partecipare al rito collettivo del pic-nic. Nei tre giorni di festa, non c’è famiglia che si sottrae a questo momento di comunanza e di vera identità collettiva. Si ballano le danze tradizionali, si canta, si ride. I bambini rincorrono gli aquiloni. Le donne stendono i tappeti per il pasto, kebab, dolma, birgani. Si beve mastaw, una varietà di yogurt locale. Gli amici siciliani ripartono da Erbil consapevoli di avere conosciuto nuovi, straordinari amici, con i quali continuare il dialogo nel nostro Paese.
Entrando a Halabja, il Mausoleo è visibile fin da lontano a ricordare il bombardamento chimico del 16 marzo 1988. Distrutto durante le celebrazioni del 18° anniversario, in occasione di una manifestazione di studenti infiltrati da estremisti islamici, è stato ricostruito, maestoso ed agile insieme, simbolo della violenza subita dalla città e dall’intero Kurdistan. Su i marmi neri dell’ampio salone circolare, sono riportati i nomi delle 5000 vittime. Da qualche mese, entrando, sulla destra, un nome è cerchiato in verde. Quello di Ali. Un bambino allora di pochi mesi, portato in salvo in Iran. Soltanto di recente, i genitori adottivi gli hanno rivelato la verità. Tornato a Halabja, attraverso l’esame del DNA è stata identificata la famiglia di origine. Alì parla solo il farsi. Ci vorrà tempo per imparare la lingua curda. Ci dichiara che questa è la sua terra, e qui ha deciso di fermarsi.
La cerimonia nel 22° anniversario della strage si svolge nello spazio prospiciente il Mausoleo. Dopo giorni di caldo opprimente, spruzzi di pioggia s’alternano a un pallido sole. Centinaia di persone riempiono l’intero spazio a disposizione, dietro alle autorità politiche, istituzionali e religiose. Donne anziane, i volti segnati dal dolore, alzano le braccia stanche per mostrare foto consumate dal tempo. Quei ragazzi che la morte colse nei gesti della vita quotidiana. Come nell’eruzione di Pompei, come a Hiroshima e Nagasaki. Incerti se violare il loro silenzio con lo scatto fotografico, ogni volta ci sorprendiamo nel vederle fermarsi ed attendere in posa. E’ il desiderio disperato di non sentirsi in qualche modo più sole, di fare conoscere al mondo la loro sofferenza.
Insieme sul palco, Fulgida, Susanna e Vincenzo, a rappresentare la volontà di tanti nostri Comuni di proseguire sulla strada della Pace. Fulgida ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Unico rappresentante di un Paese straniero a prendere la parola in un contesto così solenne.
Il sindaco D’Asaro, il 20 marzo, ha accettato il protocollo di amicizia proposto da Khder Kareem sindaco di Halabja. Un’azione politica forte, a suggello di un percorso che vede la comunità di Mazzarino vicina alla città martire curda. Prodromo di iniziative comuni in campo culturale, artistico, economico. Dopo gli anni di una guerra infinita, ora i curdi vogliono tornare a vivere in pace. Sono d’aiuto gli accordi firmati a Baghdad dal presidente della repubblica dell’Iraq Jalal Talabani, con i quali una parte dei proventi dell’estrazione del petrolio stanno tornando nella regione. Servono già a costruire quelle infrastrutture che stanno portando il Paese fuori da una secolare arretratezza, pronto a confrontarsi con le realtà geografiche circostanti, sui mercati della globalizzazione.
marzo 31st, 2010
A conclusione della Mission che ha impegnato, dal 13 al 22 marzo scorso, diversi membri dell’IPB assieme a Sindaci e delegati della “Mayors for Peace” nelle terre del Kurdistan iracheno, ecco una rassegna stampa online che riporta, giorno per giorno, ad articoli e comunicati apparsi nel nostro sito e in altre testate informative.
A volte note di viaggio, altre volte comunicati che l’inviato Valerio Martorana - addetto stampa del comune di Mazzarino - ha trasmesso nel sito del proprio Comune e altrove rilanciati. Ciascuno di essi è stato testimonianza viva di quanto vissuto in questi giorni: eventi, incontri, storia ed emozioni.
Buona lettura!
10 marzo 2010. Un buon viaggio, un viaggio buono di Lucia Baldini (www.pavaglionelugo.net)
11 marzo 2010. Ritornando nel Kurdistan di Roberto Del Bianco
14 marzo 2010. Partiti alla volta dell’Iraq di Roberto Del Bianco (riportato anche su www.nove.firenze.it: Da Firenze in missione di pace nel Kurdistan iracheno e su www.panoramakurdo.it: Nuova “Mission” nel Kurdistan iracheno)
16 marzo 2010. Lettera di ringraziamento di Fulgida Barattoni al Presidente Napolitano (vedi la pagina Brevi ulteriori). Qui il messaggio del Capo dello Stato.
16 marzo 2010. Verso Halabja. Cronache e riflessioni di Fulgida Barattoni (riportato anche nel sito www.peacelink.it e su www.panoramakurdo.it)
16 marzo 2010. Comunicato del 16-03-2010 di Valerio Martorana
16 marzo 2010. Napolitano, Italia in prima fila nella ricerca di soluzioni per sicurezza e stabilita’ (nota da Adnkronos riportata su www.panoramakurdo.it)
17 marzo 2010. Comunicato del 17-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Cronaca della cerimonia di ieri)
17 marzo 2010. Da Halabja, nuove note di viaggio e di riflessione di Fulgida Barattoni
18 marzo 2010. Nota di viaggio di Fulgida Barattoni (vedi la pagina Brevi ulteriori).
18 marzo 2010. Comunicato del 18-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Da Sulaimaniya. Comunicato del 17 marzo)
19 marzo 2010. Comunicato del 19-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Da Halabja. Comunicato del 19 marzo)
21 marzo 2010. Comunicato del 21-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: 7° giorno - Il ritorno ad Halabja e su www.peacelink.it Il ritorno ad Halabja)
30 marzo 2010. Ponte di pace fra Firenze e Kurdistan Iracheno, Agostini (PD): “Continuano dialogo e aiuti” intervento di Susanna Agostini in Consiglio Comunale di Firenze
2 aprile 2010. I giorni del dialogo e della Pace racconto-reportage di Andrea Misuri (riportato anche nel sito www.peacelink.it)