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Intervento di Alberto Barbero alla IV Conferenza internazionale di Sulaymanya

6 aprile 2008 di roberto

Fin dall’antichità i popoli guardavano con un rispetto quasi sacrale i costruttori di ponti, coloro che riuscivano a congiungere luoghi e identità diverse oltre tutti gli ostacoli naturali e credo che, anche oggi noi possiamo sentirci fieri nel sentirci loro eredi, nel continuare la costruzione di un passaggio ideale tra i nostri popoli e le nostre culture. E’ un lavoro di interscambio di persone e di idee che dura ormai da qualche anno e che ha avuto quale momento di maggiore propositività i quattro giorni dell’Incontro di Pianosa nell’agosto del 2006.

0426.jpgQuell’iniziativa, fortemente voluta dall’Ufficio Italiano di International Peace Bureau -che mi onoro qui di rappresentare- vide sedere intorno allo stesso tavolo rappresentanti di Istituzioni pubbliche, Enti e organizzazioni della società civile Italiane ed Irachene per definire, al di fuori di giochi diplomatici e complessi formalismi, le priorità sostanziali per una reale pacificazione del territorio e per il superamento delle tensioni etniche. Nel documento finale dell’Incontro vennero individuate diverse linee guida che hanno poi portato a diversi e importanti progetti di cooperazione. Così noi oggi siamo qui a Sulaymanya anche in rispetto del “promuovere un cambiamento culturale rivolto alla convivenza pacifica (…) avviare intensi rapporti con le istituzioni (…) allo scopo di facilitare le relazioni fra le diverse etnie anche realizzando eventi d’incontro.” previsto dal punto 1 di quel documento, e siamo qui con profonda umiltà, perché se è pur vero che il continente strettamente Europeo non conosce conflitti armati da oltre sessant’anni -e si potrebbe, con buona ragione, discutere se il solo silenzio delle armi possa compiutamente realizzare la nostra speranza di pace- non possiamo trascurare che proveniamo da immediati precedenti orrendamente sanguinari né che, superato l’ottimismo ottocentesco del jusnaturalismo, abbiamo ormai piena coscienza di non possedere ricette univoche e miracolose per il superamento dei conflitti. Noi siamo qui con la nostra buona volontà e la nostra esperienza, che poi si risolve nell’unica lezione positiva dei nostri fallimenti e dei nostri errori politici, perché almeno questi non siano ripetuti, perché la storia sia finalmente ed effettivamente “magistra vitae” e siamo pronti a impegnarci, a collaborare con voi per la creazione originale dei vostri nuovi modelli di libertà, di convivenza e di sviluppo.

In particolare quest’oggi siamo vostri ospiti, i testimoni commossi della commemorazione della tragedia del popolo curdo iracheno, toccati dall’orrore e dalla pietà per i devastanti effetti delle armi chimiche mortali usate contro Halabja e contro altri vostri villaggi, per i vostri innumerevoli morti, per i vostri infiniti deportati in uno scenario mondiale che ha ripetuto e ripete identiche mostruosità in molte, troppe circostanze.

Noi vi raccomandiamo di usare questa spaventosa memoria non come luogo di implosione e di separazione culturale bensì come formidabile strumento attivo per superare il senso di lutto e di devastazione collettiva, per potervi liberamente aprire, con un ricordo che vi renda ancor più consapevoli della vostra precisa identità, alle vie nuove della pace.

Per parte nostra ognuno di noi sarà interprete della vostra individuale sofferenza in un quadro planetario e, come gente di pace del Vecchio mondo, ci sforzeremo, domani ancor più di ieri, di associare sempre di più le armi chimiche a quelle nucleari e batteriologiche nella volontà che tutte le armi di distruzione di massa possano infine essere bandite dal nostro mondo, perché mai più possa ripetersi lo strazio senza speranza di un padre morto nell’estremo tentativo di proteggere i suoi figli bambini, morti anch’essi.

Questo articolo è stato pubblicato il domenica, aprile 6th, 2008 alle 21:07 ed è archiviato in Iniziative, Progetto Iraq. Tags: , . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



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