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Archivio della categoria 'Nel mondo'

Nucleare: tre buone notizie?

26 aprile 2009 Pubblicato da roberto

Grazie alla segnalazione del prof. Angelo Baracca, nostro Socio onorario e membro del Comitato scientifico di IPB-Italia, riportiamo la traduzione in italiano di un comunicato proveniente dall’organizzazione francese “Action des Citoyens pour le Désarmement Nucléaire (ACDN)“. Possiamo dare un po’ di spinta alle nostre flebili speranze di disarmo concreto?

Alla vigilia del 23° anniversario dalla catastrofe nucleare di Chernobyl, apprendiamo tre buone notizie per il futuro del pianeta e la salute dei suoi abitanti. La prima è venuta da Strasburgo: Il Parlamento europeo ha adottato  lo scorso 24 aprile, con una schiacciante maggioranza (271 voti a favore, 38 contro, 29 astensioni) un rapporto dalla sua Commissione per gli affari esteri (detto “Report Beer”), che raccomanda al Consiglio europeo di “adoperarsi per l’eliminazione di tutte le armi nucleari da ora al 2020″ proponendo come strumenti concreti di attuazione il “Modello di Convenzione sulle armi nucleari” e il “Protocollo Hiroshima-Nagasaki” proposto dalla Campagna dei “Mayors for Peace”, entrambi sostenuti dal network globale “Abolition 2000″. La data del 2020, aggiunta con un emendamento al “Report Beer”, precisa nel tempo l’obiettivo fissato dal Presidente Obama nel suo discorso del 5 aprile a Praga.

La seconda buona notizia arriva da Roma, dove, lo stesso 24 aprile, negoziatori russi e americani si sono mostrati, dopo una giornata di discussione, molto ottimisti circa l’esito degli imminenti colloqui Russo-americani che cercano di sostituire, prima della fine di quest’anno, il trattato START con un altro trattato che spinga ulteriormente alla mutua riduzione delle armi nucleari strategiche.

La terza è venuta dal Belgio, dove il Parlamento ha recentemente adottato all’unanimità una legge che vieta la fabbricazione, l’uso, il trasferimento e lo stoccaggio di tutte le armi contenenti uranio impoverito, legge che entrerà in vigore il 21 giugno. Le polveri di uranio derivanti dall’uso di queste armi (notoriamente usate in Iraq, nei Balcani, in Afghanistan e forse di recente a Gaza) sono una fonte di catastrofe sanitaria.

Il Belgio è il primo paese a interdire queste armi. Ci si può aspettare un effetto trainante.

La resistenza da alcune autorità, tuttavia, adombra queste prospettive.

A Parigi, il Presidente della Repubblica mantiene il suo attaccamento all’idea di una forza d’attacco, né dice nulla sulla presenza di armi con uranio impoverito in Francia, e tenta di esportare dappertutto le centrali nucleari “per uso civile”, senza considerazione sugli immensi rischi che ciò comporta, esemplificati da Chernobyl e aggravati dal rischio di proliferazione. A Ginevra, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) resta legata a l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA), da un accordo del 1959 che impone silenzio e menzogne sui rischi radioattivi. Così l’OMS imputa meno di 60 morti per l’incidente di Chernobyl, quando decine di esperti internazionali citati da Greenpeace International nel 2005 ne hanno attribuito quasi 200.000. A Gaza infine, tre mesi dopo il suo impegno in tal senso, l’AIEA non ha ancora inviato nessuno che indagasse sull’eventuale uso di armi radioattive durante l’operazione israeliana denominata “Piombo Fuso”.

Conoscendo che il pianeta è minacciato da più di 25.000 armi nucleari totalmente inutili, da milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi, e 438 reattori nucleari che non producono nemmeno il 3% dell’energia totale consumata nel mondo, “è assurdo aspettare una nuova Hiroshima o Chernobyl per avviarsi verso l’unica strada sensata: quella che porta verso l’Europa e un mondo senza armi o centrali elettriche nucleari”.

N.B. L’ACDN invita gli elettori europei a votare solo per i candidati che s’impegneranno in tal senso.

Action des Citoyens pour le Désarmement Nucléaire (ACDN)

31, Rue du Cormier – 17100 - SAINTES

Tel : 06 73 50 76 61

http://www.acdn.net/

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Scampato attentato a Baghdad (ma una giornalista uccisa a Mosul)

5 maggio 2008 Pubblicato da roberto

E’ notizia di ieri. Due spot di cronaca dall’Iraq che hanno “bucato il web” oltre che gli schermi TV.
Un attentato fallito a Baghdad in cui è stata coinvolta (per fortuna senza conseguenze) Hero Ibrahim Ahmed, la moglie del presidente iracheno Talabani. E l’uccisione a sangue freddo - e l’altroieri si celebrava proprio la “Giornata mondiale della Libertà di Stampa” - di una giornalista irachena a Mosul.
Due episodi apparentemente legati solo dalla tempistica e dal territorio - l’Iraq dalla guerra infinita e paese segnalato come il più pericoloso per lo svolgimento dell’attività di giornalista. Ma con un filo conduttore più nascosto, quello della cultura e dell’informazione in un Paese che vuole comunque risollevarsi.
Hero Ibrahim Talabani si recava al Teatro Nazionale per partecipare ad una cerimonia culturale. La vittima di Mosul, Serwa Abdul-Wahab, faceva il suo mestiere di cronista degli avvenimenti. Attività “normali” nei nostri Paesi ma non ancora laggiù, e ancora per quanto?

Noi possiamo solo tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di Hero. Nostra interlocutrice nei rapporti che si son fatti più stretti dopo il nostro ultimo viaggio nel Kurdistan iracheno. E con la speranza che i semi piantati insieme possano presto fiorire.

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Prohibited weapons cresis in Fallujah

14 marzo 2008 Pubblicato da roberto

On the anniversary of the first Fallujah bombardment of March-April 2004, Civil society organizations MHRI and CCERF with Fallujahs doctors has released the new report. The report reminds the world with hard facts about the use of internationally banned weapons that was used by U.S. forces against innocent civilians. A detailed description of consequent health problems on both children and women is included in the report.
The Office of the High Commissioner of Human Rights at the United Nations should do its responsibility towards what has been mentioned in the report. We here legally bound ourself to the at most facts mentioned in the report and state our readiness to prove every single factual element with documented evidences.

11th March 2008

Conservation Center of Environmental & Reserves in Fallujah - CCERF
www.ccerf.splinder.com
Monitoring net of Human Rights in Iraq - MHRI
www.mhrinet.splinder.com

Muhamad Al-Darraji

Director of MHRI
President of CCERF

muhamad.tareq@gmail.com
monitornet@gmail.com
fallujah.ccerf@gmail.com

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“Uranio impoverito, i conti non tornano”

29 novembre 2007 Pubblicato da roberto

E’ il titolo dell’ultima inchiesta che Flaviano Masella e Maurizio Torrealta hanno realizzato per RAINEWS24.

Quanti sono i soldati che si sono ammalati in patria e nel corso di una missione all’estero?
In una lettera inviata alla Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito il ministro della Difesa Parisi parla di circa 1400 malati in più rispetto ai 255 precedentemente forniti , mentre l’Osservatorio Militare fornisce il dato di 2538. I militari italiani morti sono invece per il ministero della Difesa 37, mentre per l’Osservatorio Militare 160. Come è possibile questa divergenza?

In onda a partire da stamani 29 novembre (e con repliche nei giorni successivi) sul canale RaiNews24 (satellite e digitale terrestre).

Nota: La pagina web dell’inchiesta:
http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/27112007_uranio/default.asp
Comunicato stampa dell’Osservatorio Militare:
http://lists.peacelink.it/news/2007/11/msg00058.html
Pericolosità dell’uranio impoverito (commento a cura IPPNW)
Ulteriori approfondimenti (a cura Ass. Peacelink)

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Attentato a Erbil

10 maggio 2007 Pubblicato da roberto

La notizia avrebbe dell’incredibile - almeno a noi, che sappiamo quanto diversa sia la situazione nel Kurdistan iracheno rispetto a tutto il resto dell’Iraq.
E la notizia di un attentato, un camion bomba esploso nel centro di Erbil capitale del Kurdistan, nei pressi del Ministero dell’Interno, non lontano dalla sede del Parlamento regionale e che ha fatto una ventina di morti e 70 feriti, non può che accendere di sgomento e di incredulità.

Cliccando su “Leggi tutto” un comunicato stampa da parte di Susanna Agostini consigliere comunale a Firenze.
Assieme a lei, tutti noi “reduci” vogliamo sentirci vicini ad altri amici che laggiù vivono momenti difficili.

“Erbil: Il 19 maggio del 2006 Il Presidente del Parlamento regionale Adnan Al-Mufti era a Firenze”

Stamani, sulle agenzie di stampa, è apparsa la notizia di un camion bomba esploso nel centro di Erbil capitale del Kurdistan, nei pressi del Ministero dell’Interno, non lontano dalla sede del Parlamento regionale. Si parla di un numero di morti fra i 12 e i 20, e di circa 70 feriti.
Tutta la nostra solidarietà va alle persone che vivono e lavorano in quella Città e che abbiamo conosciuto personalmente qui a Firenze, un anno fa. In particolare pensiamo a Adnan Al-Mufti Presidente di quel Parlamento, già vittima di un grave analogo attentato, del quale porta ancora visibili le conseguenze. Figura rappresentativa della dirigenza curda che sta attivamente lavorando, come ci ha dichiarato durante gli incontri fiorentini, per portare non solo la Regione Curda ma l’intero Iraq fuori dalle sabbie mobili della situazione attuale. Pensiamo alla sig.ra Hero Ibrahim Talabani Presidente dell’associazione Save the Children Kurdistan, protagonista di formazione e crescita, attraverso l’affidamento a distanza, di più di 3000 bambini. Pensiamo a Khder Kareem sindaco di Halabja capofila promotore delle iscrizioni di nove sindaci iracheni a Mayors for Peace. Vediamo sempre più Il pericolo concreto che sia in atto il tentativo di allargare la situazione di instabilità dall’Iraq al Kurdistan. Ora che si avvicinano scadenze importanti anche di politica interna, come il referendum che dovrà stabilire la futura collocazione di significative realtà strategiche come Kirkuk. E’ davvero sconvolgente apprendere queste notizie anche se ciò rende ancora più forte il nostro impegno a portare a compimento i progetti avviati. Sentiamo sempre più forte il dovere di garantire l’apertura di quel ponte attivo tra Firenze e i Comuni iracheni iscritti a Mayors for Peace, concretizzando la cooperazione socio sanitaria internazionale richiestaci nei diversi incontri intercorsi con le Commissioni Pace, Politiche Sociali e con il Consiglio degli Stranieri.

09/05/2007

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