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Peace is in our hands - Intervento dei Sindaci di Pineto, Silvi e di IPPNW

30 novembre 2009 Pubblicato da roberto

Mazzarino (CL), 27 novembre 2009
Intervento al Convegno Internazionale “Peace is in our hands”

Signor Sindaco di Kermanshah, Signor Sindaco di Mazzarino, Colleghi Sindaci per la Pace, Cittadini,

Alla Conferenza “Le città non sono obiettivi” tenuta a Firenze, nel novembre 2007, nello storico Salone dei Cinquecento, i Sindaci per la Pace, guidati dal Sindaco di Hiroshima Akiba Tadatoshi, fecero appello alla comunità internazionale affinché le città non siano mai più considerate obiettivi di armi di distruzione di massa. Raccogliendo la proposta della Sezione Italiana dell’Internazionale Medici per la Prevenzione della Guerra Nucleare (IPPNW), organizzazione Premio Nobel per la Pace 1985, abbiamo partecipato alle Nazioni Unite, come membri della delegazione ufficiale di Mayors for Peace, ai lavori di preparazione della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare. In quella occasione abbiamo proposto di istituire, nell’ambito di Iniziative di Buona Volontà volute dal Sindaco di Hiroshima, il Mediterraneo come Mare Libero dalle Armi Nucleari.

La decisione italiana e statunitense di chiudere la base nucleare sottomarina dell’Isola della Maddalena, rappresenta un’ottima occasione per parlare del Mediterraneo come Mare Libero da Armi Nucleari, come primo concreto gradino da salire nell’ambito del Decennio del Disarmo dichiarato dall’ONU per gli anni dal 2010 al 2020, e della “2020 Vision” di Mayors for Peace.
Il Mar Mediterraneo, culla di civiltà antichissime, può e deve, anche in ragione della storia dell’umanità, essere la prima zona del pianeta a venir liberata dalle armi nucleari, sotto la guida delle città martiri di Hiroshima e Nagasaki e del movimento mondiale di Sindaci per la Pace, da esse voluto, costruito, sviluppato e diretto, e che rappresenta oggi il punto più alto della Diplomazia dei Cittadini, che deve affiancare la Diplomazia delle Nazioni per costruire prospettive di Pace e Disarmo, ed insieme di Dialogo e Sviluppo tra le civiltà, oltre che di Difesa del Pianeta e della sua Natura.
In particolare, proponiamo che i porti, la superficie, le acque ed i fondali del Mar Mediterraneo siano vietati a navi e sottomarini armati con armi nucleari e siano rimossi, dove collocati, e vietati per il futuro, ordigni nucleari dalle superfici sottomarine e dai fondali marini.

Siamo convinti che un accordo per la creazione del Mediterraneo Mare Libero dalle Armi Nucleari rappresenti il progetto più rapidamente realizzabile, su cui fondare la creazione di altre Zone Libere da Armi Nucleari sia in Europa che in Medio ed Estremo Oriente.

Avremmo voluto tenere in Italia, nella nostra Regione, l’Abruzzo, nel nostro territorio Adriatico, in occasione dei Giochi del Mediterraneo del giugno-luglio scorsi, il Meeting Mediterraneo di Mayors for Peace, e lanciare ufficialmente in quella sede la proposta per la creazione del Mediterraneo Mare Libero dalle Armi Nucleari, ma il terremoto dell’Aquila ce l’ha impedito. Le nostre municipalità, di Pineto e di Silvi, sono confinanti.

I nostri cittadini esprimono maggioranze politiche diverse, ed hanno opinioni differenti sui programmi politici, ma i loro due sindaci si sono trovati d’accordo a fare del loro meglio, nell’ambito delle “Good Faith Initiatives”, per garantire, aldilà delle loro diverse opinioni politiche, nella “2020 Vision” di Mayors for Peace, la prima condizione per il futuro e per la salute dei nostri cittadini: pace e disarmo nucleare, generale, reciproco e controllato.
Siamo dunque qui oggi, accogliendo il graditissimo e tempestivo invito rivoltoci dal vostro Sindaco, non solo per lanciare dal cuore del Mediterraneo la proposta per la creazione di una Zona Libera dalle Armi Nucleari, ma anche nella speranza di impegnare il collega Sindaco di Kermanshah ed i colleghi Sindaci per la Pace iraniani a lavorare nel loro Paese affinché non solo sia evitata nella regione una ulteriore, pericolosissima corsa all’assemblaggio di nuove armi nucleari, ma al contrario parta proprio dal suo Paese la richiesta di liberare tutto il Medio Oriente, oltre che il Mediterraneo, dalle Armi Nucleari e da ogni altra arma di distruzione di massa.
Sulla opportunità di impiegare l’energia nucleare a scopo civile, per la produzione di energia elettrica, il dibattito è aperto nel mondo ed anche nel nostro Paese, e a nessun Paese deve essere negata la possibilità di autodeterminarsi in questo senso, tuttavia, anche nell’ambito della nuova consapevolezza mondiale cosi bene dimostrata dalla cosiddetta 2020 Vision del Sindaco di Hiroshima e dei 3147 Sindaci per la Pace di tutto il pianeta, cioé l’obiettivo di liberare entro il 2020 il mondo da tutte le armi nucleari, è urgentissimo e fondamentale rimuovere ogni sospetto, ogni confusione, ogni zona d’ombra, nell’ambito del legittimo perseguimento di una nazione e di un popolo della ricerca e dello sviluppo della tecnologia nucleare a fini pacifici, tra impiego civile ed impiego militare di tale tecnologia nazionale.
E’ gia tragicamente accaduto, come ha recentemente e tristemente ricordato in una intervista esclusiva proprio ad un giornale italiano lo stesso Direttore Generale dell’Agenzia per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite, il Premio Nobel per la Pace 2005 e diplomatico egiziano Mohamed el Baradei, che in nome della prevenzione dello sviluppo di armi nucleari da parte di uno Stato, anche attraverso documenti falsi, si è promossa una guerra contro una nazione e contro un popolo. E’ per questo che va sgombrato il campo subito da ogni possibile sospetto circa il possibile impiego militare dell’uranio in corso di arricchimento in Iran.
In particolare, El Baradei ha tra l’altro affermato: “Abbiamo fatto molti progressi sul controllo del programma di arricchimento in Iran. Stiamo procedendo a nuove verifiche per evitare che abbia fini militari. Naturalmente bisogna fare di più, insistere, arrivare a certezze assolute. Diverse intelligence straniere ci hanno fornito documenti su cosa accade in Iran. Si tratta di piani di studio sugli armamenti nucleari; ma dimostrano che tali studi non sono stati sviluppati. Le conclusioni, però, sono differenti. I servizi segreti statunitensi ritengono che l’Iran stia continuando la corsa alla bomba nucleare. Dopo un lavoro accurato di screening l’Agenzia sospetta invece che parte dei documenti sia falsa”.

Proprio per evitare i rischi che tutto questo comporta per il mantenimento della pace, ed anche alla luce dell’imminente avvicendamento di El Baradei con un diplomatico giapponese alla guida dell’Agenzia Atomica delle Nazioni Unite, il Sindaco di Pineto, il Sindaco di Silvi, ed il rappresentante italiano dell’IPPNW, Premio Nobel per la Pace 1985, dal cuore della Sicilia e del Mediterraneo, confortati dall’ospitalità dei Sindaci di questa terra, ci permettiamo di rivolgere al Sindaco di Kermanshah e ai Sindaci per la Pace Iraniani l’invito ad adoperarsi presso il proprio governo al fine dell’accoglimento della richiesta, rivoltagli dall’Agenzia per l’Energia Atomica, di accettare che, per sgomberare il campo da ogni possibile giustificazione di azioni ostili verso la Sua Nazione ed il Suo Popolo, accolga la richiesta internazionale di accettare la condizione di inviare all’estero, a potenze nucleari terze amiche, l’uranio destinato all’arricchimento per la produzione di energia nucleare a scopi civili e pacifici.
Ci permettiamo inoltre di suggerire al Sindaco di Kermanshah ed ai Colleghi Sindaci per la Pace Iraniani di farsi affiancare a questo scopo dall’intera organizzazione dei Sindaci per la Pace, nella persona del nostro Presidente Mondiale, il Sindaco di Hiroshima Tadatoshi Akiba, e chiedergli pertanto di persona questo tipo di aiuto alle Loro Persone, alle Loro citta, ed al Loro Popolo.

Grazie per l’attenzione

Luciano Monticelli, Sindaco di Pineto (Italy)
Gaetano Vallescura, Sindaco di Silvi (Italy)
Michele Di Paolantonio, IPPNW Italy, Organizzazione Premio Nobel per la Pace 1985

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Peace is in our hands

30 novembre 2009 Pubblicato da roberto

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Ecco una bella notizia. A Mazzarino, città già da tempo inserita nel circuito internazionale dei “Mayors for Peace” e quindi impegnata, assieme a tante altre, nella promozione di progetti culturali di pace, s’è tenuta, nei giorni 26 e 27 novembre scorsi, un’importante conferenza. E arricchita dalla presenza di rappresentanti istituzionali provenienti anche da regioni mediorientali di solito pensate, dai media e dall’opinione comune, terreni esplosivi di destabilizzazione mondiale.

Riportiamo qui sotto il testo dell’introduzione al programma della conferenza; a breve arriveranno aggiornamenti dalla stampa.

Sessantaquattro anni dopo lo scoppio della prima bomba atomica sulla città di Hiroshima gli arsenali nucleari continuano a minacciare il globo terrestre.
Abbiamo la possibilità di scegliere tra accettare che le nazioni investano in armamenti nucleari e chimici le risorse che non destinano alla sopravvivenza delle popolazioni più deboli , o invece cercare di indirizzare i governanti verso la completa abolizione dei suddetti armamenti.
Un segno di inversione di marcia internazionale si è vista nel 2009, con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace al Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, per il suo impegno verso una riduzione e abolizione degli armamenti.
Partendo da questa considerazione Peace is in our hands, nell’antica cittadina di Mazzarino, ha istituito una tavola rotonda in cui i Sindaci - espressione primaria ed immediata della Società Civile - si confronteranno su questa tematica attuale e di rilevanza internazionale: l’abolizione delle armi di distruzione di massa.
L’International Peace Bureau, Premio Nobel per la Pace nel 1910, modererà l’intervento delle delegazioni provenienti da diversi Paesi del continente.
Sono state confermate le presenze fondamentali di altre associazioni ed organizzazioni come “Mayors for Peace”, “I bambini del mondo” Onlus, il premio Nobel per la Pace nel 1985 IPPNW (International Physicians for the Prevention of Nuclear War).
Inoltre, sono previsti importanti incontri con le maestranze locali, ConfCommercio, ConfIndustria e ConfArtigianato: da “Peace is in our hands” possono nascere sinergie e futuri rapporti di collaborazioni tra le diverse comunità intervenute, sempre nell’ottica di favorire, con interventi mirati, le condizioni di pacificazioni che scaturiscono dal ristabilimento delle condizioni di intimo e personale benessere delle popolazioni.

Sì; la pace è - o potrebbe essere - nelle nostre mani. Con l’impegno e la volontà concreta di lavorarci, tutti assieme.

Per approfondire:

In English:

Dal sito del Comune di Mazzarino (link e comunicati stampa):

Rassegna stampa online:

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La visita in Italia di Khder Kareem

12 settembre 2009 Pubblicato da roberto

“A bocce ferme”, al termine degli incontri col Sindaco di Halabja. Una testimonianza contro le armi di distruzione di massa e un lavoro concreto nell’immediato sanitario del Paese.

kif_0481_1Khder Kareem, sindaco di Halabja e Vice-Presidente dell’organizzazione mondiale dei “Mayors for Peace”, di nuovo in Italia. Un tour d’incontri e conferenze stampa, oltre che un impegno “dietro le quinte” nella preparazione di un documento per le Nazioni Unite. E in ogni caso, anche qua tra noi, testimonianza attiva di ciò che la “città martire” del Kurdistan iracheno ha da offrire al mondo.

Un primo passaggio “in amicizia” a Firenze e Campi Bisenzio nei giorni 28 e 29 agosto poi la vera prima tappa ufficiale a Lugo di Romagna, la storica sede di IPB-Italia – l’ufficio autonomo dell’International Peace Bureau che da alcuni anni ha posto un’attenzione particolare verso le vicende del Kurdistan e dell’Iraq e che collabora con i “Mayors for Peace” nella possibile convergenza degli sforzi di disarmo da tutte le “armi di distruzione di massa”. Nei giorni successivi il Sindaco è poi giunto in Sicilia, ospite presso diversi Comuni dell’isola. Ultima tappa di Mohammed Kareem, il giorno 7 settembre, di nuovo a Firenze dove ha incontrato - seppure in forma privata - diverse figure istituzionali della città (vedi comunicato del Comune di Firenze).

“E’ importante che tutte le Nazioni, le agenzie delle Nazioni Unite, le Associazioni non governative, lavorino con forza assieme alla Convenzione contro le armi biologiche (BWC) per porre sotto controllo la produzione, trasferimento, destinazione finale di sostanze che sappiamo possono venire usate nella produzione di armi biochimiche. Le tecniche di guerra nel nuovo secolo saranno sempre più improntate all’uso delle armi chimiche e batteriologiche, perché piccole, facilmente trasportabili, poco costose e con potere distruttivo altissimo.”

Già da tempo si va cercando un approccio convergente nello sforzo di eliminazione di quelle che nel gergo vengono appunto definite “armi di distruzione di massa” cioé non solo atomiche ma anche batteriologiche e chimiche. L’attuale Sindaco della cittadina che fu colpita con bombe chimiche da Saddam nel 1988, si fa allora portatore presso le Nazioni Unite (attraverso un documento comunque consegnato a Ginevra) del grido del suo popolo, che si associa quindi al “Mai più!” scandito negli anni dal mondo dopo gli “assaggi di olocausto nucleare” cui furono vittime nel 1945 le città di Hiroshima e Nagasaki.
Di recente Mr. Khder è entrato, con l’incarico di Vicepresidente, nel Board direttivo dell’associazione dei “Mayors for Peace”, che – fondata nel 1982 dai Sindaci delle due città giapponesi – lavora nel mondo per un sempre più stretto legame tra i Primi Cittadini per il rigetto totale dell’arma atomica. Le Nazioni Unite l’anno scorso hanno riconosciuto ufficialmente a Halabja lo status di “città martire” e il 16 marzo di ogni anno, anniversario della strage, verrà ricordato nell’Assemblea.

Nota: L’articolo è pubblicato anche nel sito di Peacelink

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Mayors for Peace: a Nagasaki l’assemblea plenaria

9 agosto 2009 Pubblicato da roberto

Riportiamo anche sul sito di IPB-Italia questo articolo, data l’attiva partecipazione che la nostra Associazione ha svolto - tra le altre cose - nello sviluppo della Campagna dei “Mayors for Peace” in Italia. Anche se l’evento qui riportato fa parte di un percorso che continua in sedi istituzionali, è importante ricordare anche il nostro ruolo, ruolo tra l’altro valorizzato nel discorso di Susanna Agostini al board MfP di Nagasaki.

res_1904517654.jpgFin dagli anni Cinquanta l’allora Sindaco di Firenze Giorgio La Pira propose ai referenti dei Comuni di tutto il mondo una visione politica di pace, posando, in particolare, la propria riflessione sulla figura e sul ruolo del sindaco, “uomo-ponte” tra i poteri delle istituzioni locali e i bisogni dei cittadini. L’idea di Sindaco come “ponte” tra cittadino e istituzioni è diventato poi concetto chiave di “Mayors for Peace”, campagna per il disarmo che fu creata nel 1982 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki, con lo scopo di promuovere azioni concrete di riduzione degli armamenti nucleari in tutto il mondo, fino ad arrivare alla realizzazione di un disarmo totale entro il 2020.

Giorgio La Pira è oggi ricordato da Susanna Agostini, delegata a rappresentare il comune di Firenze all’assemblea plenaria dei “Mayors for Peace” che si tiene a Nagasaki in questi giorni. La Pira come “profeta” già nell’aprile dello scorso anno è stato citato a Ginevra dal sindaco di Hiroshima e presidente dell’organizzazione, Akiba Tadatoshi, al secondo incontro del Comitato Preparatorio per la conferenza di Riesame del Trattato di non Proliferazione. Già 54 anni prima, in questa stessa città, La Pira affermò che ”Le città sono unità viventi, e svolgono un ruolo essenziale nella società contemporanea. Gli Stati non hanno il diritto di poterle distruggere. Il diritto delle città all’esistenza, nel loro valore politico, storico, religioso, che deve essere riconosciuto dagli Stati.” Un’idea utopica – specie in quegli anni di “guerra fredda” nel confronto diretto tra USA e URSS, e di accresciuto rischio di olocausto globale – ma che ha avuto e ha tuttora un seguito. E del resto la stessa Storia macina gli eventi secondo strade a noi spesso sconosciute. Il crollo improvviso dell’impero sovietico e la conseguente riorganizzazione degli equilibri di forza mondiali, e adesso lo stesso cambio di potere negli Stati Uniti, di fatto unica potenza imperiale rimasta e con quella sorta di “peccato originale” per esser stato l’unico Stato ad avere impiegato la Bomba in un conflitto bellico, sono manifestazioni epocali che non possiamo sottovalutare.
E se la Storia è costruita anche da tali eventi, conseguenza di forze sociali ed economiche che superano le stesse intenzioni dei governanti, a maggior ragione il potere dei popoli – incanalato anche attraverso la mediazione dei Sindaci come interlocutori ufficiali tra lo Stato e i propri cittadini – possono, chissà, aiutare a realizzare l’utopia.

           “Mayors for Peace” collega tuttora più di 3000 città in 134 nazioni o regioni geografiche. E’ costituito da un board direttivo che comprende il sindaco di Hiroshima come Presidente, e numerosi Vicepresidenti e Executive Officials scelti tra i Sindaci di città maggiormente impegnate nell’azione culturale e di disarmo. E’ nell’assemblea di questi giorni che al gruppo degli Executive Officials viene aggiunto Khder Kareem, sindaco di Halabja, la cittadina del Kurdistan iracheno oggetto nel 1988 dell’attacco di Saddam Hussein con armi chimiche. Un ingresso che non è solo simbolico: diverse sono le città irachene da poco inserite nell’elenco, frutto anche di incontri e avvenimenti conseguenti al viaggio di delegati MfP italiani e rappresentanti dell’International Peace Bureau Italia in quelle terre nel 2006. Un ingresso infine che può concretizzare maggiormente l’impegno verso l’intero insieme delle “armi di distruzione di massa”, nucleari batteriologiche e chimiche, un fronte globale di azione che il pacifismo attuale non può sottovalutare.

Articolo di Roberto Del Bianco, pubblicato su http://www.peacelink.it/pace/a/30040.html

__________

Alcuni link per approfondire:

Sito ufficiale Mayors for Peace: http://www.mayorsforpeace.org/english/index.html
Composizione del board di MfP: http://www.mayorsforpeace.org/english/outlines/members.html
Dal Comune di Firenze il discorso di Susanna Agostini al board: http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-3_2_1-La+presidente+della+commssione+pace+Agostini+%E8+a+N.html?cm_id_details=45826&id_padre=4473

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Attività

18 maggio 2009 Pubblicato da roberto

Elenco delle attività svolte negli ultimi anni

DATA INIZIATIVA Tematica APPROFONDIMENTI
02/07 PROGETTO “TUTTI INSIEME” CARCERE DI FORLI’ Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=290
05/07 FESTA DELLA PACE A CAMPI BISENZIO (FI) Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=250
10/07 CONVEGNO A FIRENZE “Nuclear proliferation: Historical appraisal and present problems” Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=239
10/07 CITTADINANZA ONORARIA DEL COMUNE DI FIRENZE A EL BARADEI MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=227
11/07 CONFERENZA ESECUTIVA MAYORS FOR PEACE MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=220
11/07 LE CITTA’ NON SONO BERSAGLI assemblea a Firenze dei Sindaci per la pace MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=186
03/08 CONVEGNO INTERETNICO A SULAYMANIA Relazioni internazionali
http://www.ipb-italia.org/?p=146
http://www.ipb-italia.org/?p=142
http://www.ipb-italia.org/?p=136
http://www.ipb-italia.org/?p=134
05/08 UNA FAVOLA PER LA PACE IV ED. Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=127
http://www.ipb-italia.org/?p=121
08/08 CONVEGNO A RAMISETO (RE) “ISTITUZIONI PUBBLICHE E SOCIETA’ CIVILE” Istituzioni
http://www.ipb-italia.org/?p=102
09/08 A MARZABOTTO “FESTA DELLA STORIA” incontro e dibattito sul Kurdistan MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=90
10/08 IL CUORE NEL PALLONE appoggio a iniziativa sportiva-umanitaria Solidarietà
http://www.ipb-italia.org/?p=86
03/09 MONTELUPO FIORENTINO partecipazione a celebrazioni commemorative della Resistenza MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=75
2005-2009 “LA LUNGA OMBRA DEL SOLE DI HIROSHIMA” MOSTRA ITINERANTE in Sicilia dal dicembre 2008 Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=659
http://www.ipb-italia.org/?p=499

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