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Archivio della categoria 'Iniziative'

Oggi è una data importante. Parte il progetto sanitario per Halabja!

10 luglio 2010 Pubblicato da roberto

Fatma con la mamma

Fatma con la mamma

Oggi 10 luglio è una data importante. Inizia il viaggio del dr. Giuseppe Barone e della d.ssa Rossella Burzi alla volta di Sualaymanyah. Dovranno mettere a punto il progetto sanitario di IPB-Italia in supporto all’ospedale di Halabja dove a cadenza di 15 giorni ruoteranno medici italiani volontari, che attraverso un meccanismo di passaggio di consegne svilupperano il progetto sia sulla base della formazione del personale medico e paramedico che di assistenza medica alla popolazione locale.

Per questo progetto IPB-Italia ha in programma la realizzazione di un concerto di beneficienza che si propone di raccogliere 30.000 euro, necessari per l’acquisto di strumentazioni mediche piccole-leggere tipo un ecografo, un radiografo portatili, tali da rendere possibili anche all’ospedale di Halabja diagnostiche di primo livello.
Al loro rientro in Italia il Dr. Barone e la D.ssa Burzi porteranno con loro Fatma, la bimba ammalata di talassemia major che Fulgida Barattoni ha incontrato durante il suo ultimo viaggio in Iraq.
Fulgida racconta: “Le mamme hanno un linguaggio che oltrepassa ogni barriera linguistica quando c’e’ di mezzo la vita delle loro creature. Così la mamma di Fatma pur non parlando la mia lingua tanto meno l’inglese è riuscita guardandomi negli occhi e stringendomi le mani a farmi capire che sua figlia stava morendo e che lei non poteva arrendersi. E metteva le sue mani nelle mie, i suoi occhi nei miei perchè io potessi vedere, potessi capire la sua disperazione”.

Una mamma non si rassegna mai ad aspettare la morte della propria figlia e lotta, lotta sempre, contro tutti e tutto per offrire una speranza alla sua bambina.
La mamma di Fatma si chiama Parwen Hassan Akbar. E’ una giovane donna del 1972 e il prossimo 18 luglio porterà la figlia in Italia per sottoporla ad un trapianto di midollo. Il Dottor Giovanni Palazzi del reparto di ematologia del Policlinico di Modena è il medico che si è offerto di prendere il carico questo caso e di curare la nostra piccola Fatma.
C’è un grazie speciale che va alla nostra Ambasciata di Baghdad, a tutti gli operatori, e soprattutto all’Ambasciatore Maurizio Melani che per questa evenienza ha attivato una procedura speciale d’urgenza e di semplificazione burocratica che consentirà l’entrata in italia di Fatma e della sua mamma.
“E’ importante” dice Fulgida: “è importante che i volontari di IPB-Italia, soprattutto i volontari medici che si alterneranno all’ospedale di Halabja si sentano protetti e sentano vicine le loro istituzioni italiane in queste loro azioni di pace, solidarietà, in territori così ancora ad alto rischio per la loro vita e incolumità.”
IPB-Italia porta avanti il proprio lavoro e la propria missione grazie al contributo di tutti i suoi volontari, tutti, nessuno escluso. Ogni volontario svolge un compito indispensabile all’interno di questa grande macchina di pace che si chiama International Peace Bureau che riesce a fare azioni così importanti e così tanto più grandi della sua stessa struttura.
E’ a tutti questi volontari di IPB-Italia che è dedicato il sorriso di questa bambina Fatma, è a tutti questi “piccoli uomini” che indefessi non si arrendono e pur nella consapevolezza di essere solo dei “piccoli uomini” che possono fare solo “piccole azioni” questi piccoli uomini questo solo che puo’ sembrare poco davanti alle grandi devastazioni del mondo ma questi volontari, tutti insieme questo “poco” lo vogliono fare tutto fino in fondo e tenendosi per mano, sostenendosi e spronandosi si stringono oggi attorno alla piccola Fatma e ai loro compagni volontari Dr. Giuseppe Barone e D.ssa Rossella Burzi che senza paura, l’andranno a prendere.
“Chi salva una vita salva il mondo”. Oggi, ragazzi, è un buon giorno per tutti!

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Due progetti

14 giugno 2010 Pubblicato da roberto

Due nuovi progetti dall’associazione. Uno in cantiere, l’altro già quasi operativo. Si tratta, il primo, di un convegno internazionale, da realizzarsi verso fine anno, che vedrebbe invitati partners iracheni, iraniani, turchi e siriani.  Lo scopo sarà l’incontro e il dialogo.

E’ ancora in fase di studio di fattibilità, assieme alla “Round Table” di Faenza, mentre IPB-Italia sarà patrocinatore gratuito.

Il secondo progetto di aiuto medico-sanitario alla città di Halabja sta per partire. Durante l’ultimo viaggio ad Halabja la delegazione di IPB-Italia ha avuto modo di visitare le strutture sanitarie. Sebbene sia in via di costruzione un ospedale con fondi giapponesi, quello esistente è più un dispensario con personale medico e paramedico molto carente così pure le apparecchiature mediche.

Ecco quindi l’iniziativa di mettere insieme un gruppo di lavoro con i nostri partners iracheni per mandare giù una equipe che possa effettuare un primo intervento sui bambini che noi abbiamo incontrato e che sono in seria necessità di aiuto. E’ previsto che l’equipe di medici di IPB-Italia farà anche formazione al personale medico e paramedico di Halabja.

La durata del progetto sarà di due settimane con possibilità di alternanza perchè ovviamente questi medici volontari che si recheranno in Iraq lo faranno utilizzando le loro ferie e permessi.

Di questo progetto vi sono già delle novità. L’equipe medica è già in via di formazione e sarà guidata dal dott. Giuseppe Barone, specialista in Medicina Nucleare, che assieme alla dottoressa Rossella Burzi, collega e consorte, in luglio farà un primo viaggio di valutazione delle necessità. Ritorneranno accompagnando in Italia Fatma Basm Jassm, una bambina malata di talassemia, che sarà ricoverata al Centro ematologico del’ospedale di Modena dove le verrà praticato un trapianto di midollo, efficace nei casi di Talassemia Major.

E’ già stata attivata l’ambasciata italiana in Iraq per la richiesta dei passaporti e dei visti per Fatma e la sua mamma che l’accompagnerà in questo “viaggio della speranza”, partito quasi per caso come spesso ci è accaduto. Le spese del viaggio saranno coperte dal Ministero della salute del Kurdistan, mentre IPB-Italia sosterrà le spese della loro permanenza nel nostro Paese.

Certo. Questo corollario al progetto sanitario in cantiere è una piccola cosa. Ma quella di Fatma è una vita che potrà essere salvata. Una favola di speranza e di pace che speriamo arrivi a un lieto fine.

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Joint Statement on Gaza

9 giugno 2010 Pubblicato da roberto

Da Michele Di Paolantonio, presidente della sezione italiana di IPPNW, riceviamo questo comunicato. E’ una dichiarazione congiunta dalle organizzazioni “parallele” di IPPNW rappresentanti i medici israeliani e palestinesi impegnati verso pace e disarmo.

Anche da essi una ferma condanna dell’aggressione alle navi che portavano aiuti a Gaza.


Joint Statement on the Armed Assault on Ships to Gaza

Palestinian Physicians For the Prevention of Nuclear War (PPPNW) and the Israeli Physicians For Peace and the Preservation Of The Environment (IPPPE), Affiliates of International Physicians For the Prevention of Nuclear War,
Agree as follows:

Our two organizations condemn the armed assault in international waters on ships carrying humanitarian aid to Gaza and deplore the resulting loss of lives.

As physicians on both sides, we agree that the health of the population of Gaza is of deep concern and that medical aid is urgently needed.
We are calling for an international inquiry into this incident, and an immediate end to the blockade of Gaza.

We call upon the Israeli and the Palestinian leaders to enter into serious negotiations in goodwill to find a nonviolent, peaceful resolution of the Israeli-Palestinian conflict.

Dr. Abdelaziz Alabadi, MD — President, PPPNW, Palestine
Prof. Ernesto Kahan M.D. — President and Councilor, IPPPE, Israel
Dr. Mustafa Ghanim, MD, PhD— External Relations, PPPNW, Palestine
Dr. Ra’anan Friedmann M.D., Ph.D. — Vice President, Vice Councilor and Spokesman, IPPPE, Israel

Fonte: http://peaceandhealthblog.com/

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I giorni del dialogo e della Pace

2 aprile 2010 Pubblicato da roberto

di Andrea Misuri

dscf9497_1.jpgL’International Peace Bureau e Mayors for Peace-Italia possono davvero dire di avere portato a casa un nuovo, positivo risultato politico. Nel caso, il viaggio nel Kurdistan iracheno della delegazione guidata dalla “nostra” Fulgida Barattoni, da Vincenzo D’Asaro sindaco di Mazzarino e da Susanna Agostini presidente della Commissione Pace e Relazioni Internazionali del Comune di Firenze. Un viaggio costellato di incontri istituzionali e con associazioni culturali, economiche, di genere.

Tappa dopo tappa, a Sulaimaniya, a Halabja, nella capitale Erbil. E ancora, nei villaggi di montagna dove l’uomo lavora l’arcigna terra ancora con l’aratro, a Bijara, Belikha, Tawela. Villaggi della regione di Hawraman, a ridosso della catena dei Shinerwe, a marzo ancora innevati, permeabili alle infiltrazioni dal vicino Iran, che si può raggiungere attraverso sentieri conosciuti dalla popolazione locale, anche soltanto in una ventina di minuti. Qui il proselitismo musulmano conquista consensi, qui la condizione della donna paga il prezzo sociale più alto in termini di isolamento e di subalternità.

dscf0041_1.jpgComplice la festività del Newroz, con le donne impegnate a preparare i piatti della tradizione iranica, l’incontro con le associazioni femminili si sono svolte a Halabja. La distanza è soltanto di poche decine di km., eppure in città la dipendenza familiare e sociale della donna è meno rigida. Tanto che Nijan Hassan Ali, 30 anni, single, Shokhan Abbas, 25 anni, divorziata, Mizhda Jalal, 26 anni, sposata, Khelan Hama Ali Rasheed, 29 anni, single, hanno voluto parlarci dei loro sogni e dei progetti ai quali non intendono rinunciare. Compreso quello di giocare a football. Da qui l’invito di Hamida Jamal Muhamad e della portiera della squadra Chinar Taha Hassan, per il giorno successivo, al Lawan Stadium di Halabja, all’incontro della rappresentativa femminile locale Tawar, contro quella maschile di Chakhmakha. E’ una partita giocata per stare in allegria. Gli uomini, per lo più provvisti di prominente pancetta, sono capitanati da Hama Ali Khan, noto attore e regista locale. La differenza di genere, però, alla fine, ha fatto la sua differenza, come indica il risultato fissato sul 6 a 1. E questo nonostante il nostro tifo fosse indirizzato tutto alle ragazze. A maggior ragione dal momento in cui uno di noi, Alessandro, un biellese simpatico e dal fisico atletico, è sceso in campo con le perdenti, nel tentativo vano di ribaltare un risultato ormai compromesso.

L’attimo di amarezza per la sconfitta calcistica, si è dissolto nell’entusiasmo del pubblico locale per la performance sul campo del nostro alfiere. La sua e la nostra foto sul quotidiano regionale, la migliore conferma di come, ancora una volta, il calcio si sia dimostrato veicolo immediato di comunicazione.

A casa della famiglia di AsoAso, da molti anni in Italia, ha molto insistito per farci conoscere la sua famiglia. E’ con piacere che l’intera delegazione accetta l’invito che ci fa pervenire tramite l’amica Fulgida, a cenare a casa dei suoi parenti, nei dintorni di Sulaimaniya. La sorpresa è di quanto sia numerosa (e splendida) la famiglia della quale siamo ospiti. Il padre Kalil Baki, la madre Ciman, la zia Suham. Poi, fratelli, sorelle e familiari stretti. A scalare, con l’indicazione degli anni, Araz Fajak 31, Tola e Trifa 24, Sangar 22, Halmat 20, Marda 19, Hanar 18, Biener 14, Hersh 13, Hardi, Mohamed e Rozhgar 12, Jutiar 11, Shanar 10, Shas 4. Faccio ammenda per errori di trascrizione dei nomi ed eventuale numero di anni riportati erroneamente. Quel che conta è che ci siamo ritrovati in una atmosfera familiare calda e coinvolgente come poche altre. Si è formata un’atmosfera complice, come se si fosse con vecchi amici, persi di vista per le vicende della vita, e non tra persone che fino a poco prima non sapevano dell’esistenza gli uni degli altri. Abbiamo scherzato e parlato. Nella stanza delle donne, Fulgida e Susanna hanno accettato di indossare i vestiti curdi e contribuito a servire la cena sul tappeto, secondo usanza. Al momento della partenza, eravamo tutti commossi.

Ma insieme ai momenti ludici, la spedizione ha avuto numerosi incontri istituzionali.

Sempre a Halabja, l’inaugurazione del parco giochi “Baran Gozal”, intitolato al petroliere curdo che lo ha donato alla città, con altalene, scivoli e gli attrezzi più vari, ci fa pensare che gli anni della guerra si stanno allontanando. I bambini ridono, si spingono, rincorrendosi spensierati. Eppure, all’intorno, le guardie della sicurezza, mitraglietta in mano, circondano il ministro dei Martiri e dell’Anfal Majid Hamad Amin Jamil, le autorità locali e i nostri rappresentanti, confermando, con la loro costante presenza, che la pace è da consolidare.

Giorno dopo giorno, trova collante il fronte istituzionale italiano. Non servono summit per comprenderci e capire che stiamo rispondendo con un’unica volontà solidale alla chiara domanda di riconoscimento internazionale del desiderio di democratica ricostruzione del Kurdistan iracheno. Firenze e Mazzarino uniti in rappresentanza e impegno futuro, a garanzia che i Sindaci per la Pace non sentono i confini geografici del proprio territorio quando si tratta di promuovere l’amicizia ed il benessere delle popolazioni rappresentate. E tutto questo, con il contributo determinante del lavoro svolto in questi anni da l’IPB, qui rappresentata, oltre che da Fulgida Barattoni, dal presidente Tomas Magnusson. Una presenza a garanzia della valenza internazionale di questo evento.

Il Castello di Erbil, che si erge imponente a dominare il sottostante bazar, è datato tra i 6000 e gli 8000 anni ed è la più antica costruzione al mondo. Da alcuni anni, la città ha un consolidato rapporto con Firenze, tramite Salar Khudur Hussain presidente del Consiglio Comunale. In ponte, progetti in campo economico ed archeologico. Salar ci onora, coinvolgendoci con la sua famiglia nei festeggiamenti del Newroz. Abbiamo così l’opportunità di partecipare al rito collettivo del pic-nic. Nei tre giorni di festa, non c’è famiglia che si sottrae a questo momento di comunanza e di vera identità collettiva. Si ballano le danze tradizionali, si canta, si ride. I bambini rincorrono gli aquiloni. Le donne stendono i tappeti per il pasto, kebab, dolma, birgani. Si beve mastaw, una varietà di yogurt locale. Gli amici siciliani ripartono da Erbil consapevoli di avere conosciuto nuovi, straordinari amici, con i quali continuare il dialogo nel nostro Paese.

Entrando a Halabja, il Mausoleo è visibile fin da lontano a ricordare il bombardamento chimico del 16 marzo 1988. Distrutto durante le celebrazioni del 18° anniversario, in occasione di una manifestazione di studenti infiltrati da estremisti islamici, è stato ricostruito, maestoso ed agile insieme, simbolo della violenza subita dalla città e dall’intero Kurdistan. Su i marmi neri dell’ampio salone circolare, sono riportati i nomi delle 5000 vittime. Da qualche mese, entrando, sulla destra, un nome è cerchiato in verde. Quello di Ali. Un bambino allora di pochi mesi, portato in salvo in Iran. Soltanto di recente, i genitori adottivi gli hanno rivelato la verità. Tornato a Halabja, attraverso l’esame del DNA è stata identificata la famiglia di origine. Alì parla solo il farsi. Ci vorrà tempo per imparare la lingua curda. Ci dichiara che questa è la sua terra, e qui ha deciso di fermarsi.

La cerimonia nel 22° anniversario della strage si svolge nello spazio prospiciente il Mausoleo. Dopo giorni di caldo opprimente, spruzzi di pioggia s’alternano a un pallido sole. Centinaia di persone riempiono l’intero spazio a disposizione, dietro alle autorità politiche, istituzionali e religiose. Donne anziane, i volti segnati dal dolore, alzano le braccia stanche per mostrare foto consumate dal tempo. Quei ragazzi che la morte colse nei gesti della vita quotidiana. Come nell’eruzione di Pompei, come a Hiroshima e Nagasaki. Incerti se violare il loro silenzio con lo scatto fotografico, ogni volta ci sorprendiamo nel vederle fermarsi ed attendere in posa. E’ il desiderio disperato di non sentirsi in qualche modo più sole, di fare conoscere al mondo la loro sofferenza.

Per l'anniversario di Halabja. Sul palco: Susanna Agostini, Vincenzo D'Asaro, Fulgida Barattoni. A destra il sindaco di Halabja, Khder Kareem.Insieme sul palco, Fulgida, Susanna e Vincenzo, a rappresentare la volontà di tanti nostri Comuni di proseguire sulla strada della Pace. Fulgida ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Unico rappresentante di un Paese straniero a prendere la parola in un contesto così solenne.

Il sindaco D’Asaro, il 20 marzo, ha accettato il protocollo di amicizia proposto da Khder Kareem sindaco di Halabja. Un’azione politica forte, a suggello di un percorso che vede la comunità di Mazzarino vicina alla città martire curda. Prodromo di iniziative comuni in campo culturale, artistico, economico. Dopo gli anni di una guerra infinita, ora i curdi vogliono tornare a vivere in pace. Sono d’aiuto gli accordi firmati a Baghdad dal presidente della repubblica dell’Iraq Jalal Talabani, con i quali una parte dei proventi dell’estrazione del petrolio stanno tornando nella regione. Servono già a costruire quelle infrastrutture che stanno portando il Paese fuori da una secolare arretratezza, pronto a confrontarsi con le realtà geografiche circostanti, sui mercati della globalizzazione.

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Mission nel Kurdistan iracheno. Intervento in Consiglio Comunale di Firenze

30 marzo 2010 Pubblicato da roberto

A conclusione della Mission che la delegazione di pace, composta da membri dell’International Peace Bureau e da aderenti alla campagna “Mayors for Peace”, ha intrapreso a metà marzo nel Kurdistan iracheno, posso ora segnalarVi il link a un comunicato stampa dal sito del Comune di Firenze, che riporta il lungo intervento svolto oggi in Consiglio comunale da Susanna Agostini, membro della delegazione che ha visitato quelle terre, presidente della Commissione Pace del Comune e delegata del Sindaco per i rapporti internazionali.

E’ da sottolineare che è cosa rara, nel salone dei Duecento a Firenze, avere avuto spazio per un intervento così lungo in una seduta di Consiglio; questo sta a significare l’importanza che questa Mission ha avuto anche sotto l’aspetto istituzionale.
E’ un lungo reportage che abbraccia un po’ tutte le iniziative intraprese e dando spazio a progetti futuri.

Ponte di pace fra Firenze e Kurdistan Iracheno, Agostini (PD): “Continuano dialogo e aiuti”
http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-1_2_1-Ponte+di+pace+fra+Firenze+e+Kurdistan+Iracheno%2C+Ag.html?cm_id_details=49496&id_padre=4473

Nota:E’ stata creata una pagina nel nostro sito, come rassegna stampa di riferimento per gli articoli e comunicati pubblicati sulla Mission.

Leggi tutto qua: http://www.ipb-italia.org/?page_id=1236

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