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Archivio della categoria 'Nel mondo'

Riaprire Gaza non solo a parole

7 giugno 2010 Pubblicato da roberto

L’editoriale del CIPMO del 7 giugno va al di là delle considerazioni “emotive” scaturite dal recente attacco della Marina israeliana contro le navi umanitarie dirette a Gaza. Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente fornisce un commento che spazia a 360° e che investe anche i complessi giochi di potere per un riequilibrio in atto nell’intera regione mediorientale.

Può essere condivisibile o meno (in ogni caso la condanna verso l’atto di Israele è significativa) però mette luce su quanto si sta muovendo nei rapporti internazionali.

Concludendo infine con un auspicio sul possibile ruolo dell’Unione Europea:

“L’Europa, senza arroganza e presunzione, può svolgere un ruolo essenziale per creare condizioni favorevoli a questo più realistico e complessivo approccio. Tanto più necessario mentre si avvicinano scadenze cruciali per la gestione del difficile nodo iraniano, le cui interconnessioni con l’irrisolta questione israelo-arabo-palestinese sono state ripetutamente evidenziate dallo stesso Obama. L’alternativa è la continuazione di un semplice management del conflitto, costantemente esposto a crisi imprevedibili e potenzialmente devastanti, come quella di questi giorni, con ripercussioni sempre più gravi sullo stesso quadro regionale e internazionale.”

Leggi tutto nel sito www.cipmo.org!

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Un pensiero alla tragedia di Haiti

13 gennaio 2010 Pubblicato da roberto

Anche laggiù. La terra ha tremato improvvisa, e uno tra i Paesi più poveri del mondo s’è ritrovato sconvolto da una tragedia dalle proporzioni incalcolabili.

Un pensiero m’è corso nel ricordare come fino a pochi mesi fa un nostro socio, Massimo Toschi, era a Haiti come membro della missione ONU nell’isola. E immagino in me il dramma di chi sa di aver perso colleghi e amici, il sapere sconvolta una terra che a lungo era stata parte della propria vita.

Una ricerca in Rete ha permesso di trovare una pagina significativa e di testimonianza. Un’intervista richiesta proprio a lui nei momenti successivi alla tragedia, e quelle righe hanno risuonato vive col mio pensiero.

Riporto il link alla pagina.

Risuoni in noi tutti di IPB-Italia la nostra vicinanza alle vittime di questa catastrofe immane - e se possibile, la nostra concreta solidarietà.

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Nobel e Alter-Nobel

16 ottobre 2009 Pubblicato da roberto

Da più parti arrivano pareri discordanti sull’assegnazione a Barack Obama del Premio Nobel per la pace di quest’anno.

I più indicano l’evento - che comunque è gestito a insindacabile giudizio dal Comitato di cinque membri eletti dal Parlamento norvegese come deciso dalle ultime volontà di Alfred Nobel - come un “premio alle intenzioni”, un attestato di buona volontà o alla “pace preventiva”; mentre da qualcuno arrivano anche decise note di disappunto (vedi ad esempio il documento redatto dall’IPB di Ginevra).

I meriti dell’attuale Presidente USA sono noti anche se la breve storia finora maturata del suo mandato non ha ancora mostrato (anche per l’inerzia sempre presente nell’attuazione di impegni di grande portata a livello planetario) precisi segni di cambiamento nelle attuali situazioni di conflitto o di disagio nelle tante aree del mondo dove è necessario intervenire. La sua determinazione nell’abolizione completa degli armamenti nucleari, concettualmente apprezzabile e motivo della decisione di Oslo, è poi contrapposta, nel pensiero di critici e commentatori, al potere costante dell’industria bellica e alle lobbies che pure col nucleare ci lucrano. A questo punto, il tempo ci dirà se la decisione del Comitato norvegese sarà stata giusta oppure no.

Ma non solo il Nobel premia gli “operatori di pace” o chi si adopera per risolvere i problemi del mondo; e oltre al già noto Sean MacBride Peace Prize su cui diverse volte ci siamo soffermati, di un altro illustre riconoscimento diamo adesso notizia, il Right Livelihood Award, da più parti definito come una sorta di Premio Nobel alternativo, ideato dall’omonima Fondazione nata in Svezia nel 1980 e assegnato annualmente a coloro che offrono “risposte pratiche ed esemplari alle più urgenti sfide che ci investono al giorno d’oggi”.

Ogni anno una cerimonia al Parlamento svedese premia usualmente quattro candidati. A uno di essi viene assegnato un Honorary Award mentre agli altri tre viene anche corrisposta una somma complessiva di 150.000 Euro. Si tratta quindi di un riconoscimento di portata “monetaria” assai inferiore rispetto al Nobel ma ciò non sminuisce affatto la sua importanza. Esso è stato definito come il “primo riconoscimento al mondo al coraggio personale e alla trasformazione sociale”, e chi lo riceve acquisisce conseguentemente un’attenzione internazionale che altrimenti non arriverebbe ad ottenere.

I quattro assegnatari del Premio di quest’anno sono stati rispettivamente:

David Suzuki (Canada) per la sua vita spesa nella difesa dell’uso socialmente responsabile della scienza, e per il suo forte contributo nella sensibilizzazione delle persone sui pericoli del cambiamento climatico e la creazione di un sostegno pubblico alle politiche relative;

René Ngongo (Repubblica Democratica del Congo) per il suo coraggio nell’affrontare le forze che stanno distruggendo le foreste pluviali del Congo e la creazione di un sostegno politico per la loro conservazione e l’uso sostenibile;

Alyn Ware (Nuova Zelanda) per il suo impegno efficace e creativo in iniziative svolte da più di due decenni di educazione alla pace nello sforzo di liberare il mondo dalle armi nucleari;

Catherine Hamlin (Etiopia) per i suoi cinquant’anni dedicati al trattamento delle pazienti affette da fistola ostetrica, rioffrendo così salute, speranza e dignità a migliaia tra le donne più povere dell’Africa.


Anche da IPB-Italia arriva il messaggio di congratulazioni per Alyn Ware: membro dell’International Peace Bureau, è ben conosciuto anche personalmente avendo egli partecipato in diverse occasioni ad eventi anche nel nostro Paese. Alyn è conosciuto da tempo per le iniziative a favore del disarmo, soprattutto come coordinatore del PNND, Parliamentarians for Nuclear Non-proliferation and Disarmament”, associazione dei Parlamentari per il disarmo e la non proliferazione nucleare, di cui anche in Italia sono presenti alcuni membri.

Cosa dire a conclusione di questa carrellata di notizie? Sicuramente, sono “good news” che tra i media italiani difficilmente compariranno. E se ciò può dare un po’ di sconforto nel riflettere quanto scarsa sia la percezione culturale di simili eventi nel nostro Paese, rende però un po’ meno pessimisti sul futuro della nostra insicura umanità.

Allunghiamo lo sguardo ad una visione globale del mondo, delle sue necessità e delle sue aspettative. Sicuramente guariremmo da tanti mali, e da una visione distorta della realtà che ci rende spesso inerti e forse incapaci di capire che se sono tanti i problemi nel mondo, altrettanti sono gli sbocchi che anche la nostra opera potrebbe incanalare. Gli esempi di good fellows, come s’è visto, non mancano.

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Dalla tragedia del volo Air France arriva una perdita improvvisa

3 giugno 2009 Pubblicato da roberto

Scopriamo dal sito della IANSA - International Action Network on small arms, che la tragedia del volo Air France - l’aereo partito dal Brasile e precipitato nell’oceano lo scorso 1° giugno - ha portato nuovi lutti nel mondo delle organizzazioni internazionali per la pace.

Erano infatti passeggeri (e temiamo con quasi certezza, periti nella sciagura), anche i coniugi Pablo Dreyfus e Ana Carolina Rodrigues, assieme al diplomatico svizzero Ronald Dreyer, membri dell’importante movimento di azione internazionale contro l’uso delle armi leggere, che associa centinaia di ONG nel mondo.

Pablo e Ana Carolina erano attivi anche nel territorio brasiliano attraverso Viva Rio, associazione locale per il disarmo. Alcuni nostri Soci ricordano con particolare dolore la scomparsa, avendo essi avuto l’occasione di lavorare a fianco dei volontari della IANSA.

A nome di IPB-Italia -Ufficio italiano dell’International Peace Bureau- desideriamo porgere le più profonde condoglianze ai familiari, colleghi e amici dei volontari della pace Pablo Dreyfus, Ana Carolina Rodrigues e del diplomatico svizzero Ronald Dreyer.
Alcuni nostri membri hanno lavorato nel passato al loro fianco ed è con questo ricordo che sentiamo adesso nel cuore la loro mancanza.

Sia la loro opera un seme che, creduto perso con la morte, possa far fiorire nuove speranze nella strada che stavano tracciando, speranze di un mondo migliore senza la violenza delle armi.

Roberto Del Bianco - Segretario generale IPB-Italia

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A Erbil (Iraq) il Sinodo della Chiesa Caldea

28 aprile 2009 Pubblicato da roberto

Inizia oggi a Erbil, nel nord dell’Iraq, il Sinodo della Chiesa Caldea. La giornata di oggi sarà vissuta nella preghiera, nella meditazione, nell’incontro.

Seguiranno alcuni giorni di lavoro, di discussione e confronto, in un momento non facile nè per la Chiesa nè per la società e tutta la gente che vive in Iraq: ne “L’opinione di” di Mosaico di pace, Renato Sacco (che più volte si è recato in Iraq) ci invita a unirci alla preghiera per questo vissuto in un clima di guerra e di morti innocenti.

Per leggere l’articolo intero:
http://www.peacelink.it/mosaico/a/29358.html

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