Da Halabja. Comunicato del 19 marzo - IPB-ITALIA - Associazione per la pace, il disarmo, la soluzione nonviolenta dei conflitti

IPB-ITALIA

Associazione per la pace, il disarmo, la soluzione nonviolenta dei conflitti

Nuovo aspetto del sito e maggiore fruibilità dei contenuti!
Segnalate comunque eventuali malfunzionamenti. Grazie!

Volete tenervi aggiornati sulle ultime novità? Seguiteci su Twitter!


Da Halabja. Comunicato del 19 marzo

19 marzo 2010 di roberto

dscf9666_1.jpgHalabija – Di buon mattino la delegazione è pronta per recarsi ad Halabija con il presidente internazionale di Ipb, Tomas Magnusson. Arrivano con le jeep il sindaco di Halabija, Kheder Kareem ed un autista governativo. Il gruppo si divide: otto vanno al mausoleo e la restante parte comincia gli incontri commerciali a Sulaymaniya.
Piove sabbia, a bordo delle jeep è sempre un’avventura; qui hanno un codice stradale tutto loro. Il pieno della benzina? Lo si fa per strada, dal piccolo botteghino che vende la benzina su dei contenitori da 30 litri cadauno. Ma come, l’iraq è tra i primi paesi produttore di petrolio al mondo e non ha la benzina? Si, perché non ci sono le raffinerie (stanno cominciando a costruirle).Arriviamo intorno a mezzogiorno al mausoleo dei Martiri di Halabija; ci stringiamo tutti attorno alla bandiera kurda per recitare, nella patria del musulmani, un “Padre Nostro”, stringendoci la mano. In fondo tutti questi popoli hanno solo un Dio, il Dio dell’amore che dall’uomo, più volte, è stato interpretrato come Dio della guerra, volutamente per il “business”.Visitiamo il museo, vedere qui piccoli corpicini distesi per terra fa rabbrividire; vedere tante vite distrutte dalle armi chimiche ti “disarma”. Inevitabilmente in quei luoghi cala il silenzio, perché non si può dimenticare.Il mausoleo è continua meta di pellegrinaggio del popolo kurdo; alle 14 arrivano delle donne che vogliono farci vedere la loro azienda. Prendiamo delle auto e ci rechiamo nei loro uffici. “La donna comincia ad uscire fuori di casa – ci raccontano- ma deve lavorare. Noi ci occupiamo della formazione, tramite il taglio e cucito e il settore dell’abbigliamento, ma c’è ancora tanto da fare”.

Finito l’incontro, ci chiamano da Sulaymaniya;  il viceministro all’economia e finanze, Dishad Othman Fathola, ci riceve alle 15.30. Si parte subito, a bordo delle jeep. Arriviamo con un pò di ritardo, ci accolgono. Inizia il primo incontro tra le autorità dl governo ed i nostri imprenditori. Un dato emerge: hanno voglia di far rinascere il loro paese, di ricostruirlo, di chiudere quella ferita aperta che è stata per loro il regime di Saddam Hussein che ha provocato solo miseria e povertà. Due ore fitte di discussione insieme al direttore generale della banca kurda, Ali Mohamed Abdulah. “Puntate sulla formazione ed investite negli studi economici” è l’esortazione di Salvatore Viola, consulente bancario.

Il sindaco di Mazzarino Vincenzo D’Asaro, dal suo canto, comincia a portare dei buoni frutti per la sua città. Khder Kareem, sindaco di Halabija, comunica ufficialmente di voler gemellare il suo popolo con la città di Mazzarino.
“E’ con gioia che il mio fratello Kareem mi comunica questa importante decisione che porterò al vaglio della giunta e del consiglio comunale della città. Ci saranno dei punti operativi di questo gemellaggio che senz’altro ci aiuteranno a guardare avanti con ottimismo”.

Valerio Martorana (addetto stampa del Comune di Mazzarino)

Questo articolo è stato pubblicato il venerdì, marzo 19th, 2010 alle 18:06 ed è archiviato in Comunicati stampa, Iniziative, Mayors for Peace, Progetto Iraq. Tags: , , , . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



Lascia un commento

Devi essere registrato e loggato per inserire un commento.