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La notte dei sogni d’amore

24 ottobre 2006 di roberto

Prima Classificata sezione adulti

Con dolcezza e fantasia, l’autrice ci conduce in un mondo di fiaba, dove elementi classici e personaggi originali si fondono con eleganza, trasmettendo ad adulti e bambini un messaggio positivo e pieno di speranza nel futuro.

La notte dei sogni d’amore

di Valeria Celli da Bologna

C’era una volta, in un mondo lontano, lontano, un grande castello. Il castello si ergeva in cima ad una montagna così alta da perdersi nel cielo e le torri della fortezza svettavano in mezzo alle
nuvole, che sembravano nasconderle e accarezzarle insieme. Il castello apparteneva al Tempo, sì proprio al Tempo che è temuto da ogni cosa e da ogni essere vivente perché tutto sa distruggere e far dimenticare.
Tempo era proprio una strana persona: a volte correva così in fretta da sorprendere tutti, a volte si muoveva adagio, adagio… così almeno sembrava, perché, in realtà, Tempo eseguiva il suo lavoro in modo meticoloso e preciso: era lui che divideva le ore di buio e di luce sulla terra, lui che imponeva lo svolgersi delle stagioni, lui che scandiva la vita di ogni cosa. Aveva diverse amicizie e riusciva ad andar d’accordo con tutti: chi lo trattava male, poi lo rimpiangeva e cercava di recuperarlo, chi lo trattava bene provava per lui gratitudine. Era amico di Morte e anche di Vita, eppure tra loro queste mal si sopportavano, tanto che quando una entrava, subito l’altra usciva…. Era amico del giovane quanto del vecchio: precedeva sempre il primo per spronarlo con le ambizioni, seguiva invece il secondo per sorreggerlo con i ricordi…
Insomma tutti lo conoscevano… c’era chi non conosceva Amicizia, Amore, oppure Odio e Antipatia, ma tutti -proprio tutti- conoscevano Tempo e ne avevano sempre un po’ soggezione.
Tempo spesso sentiva quella stanchezza che solo la noia può dare, così, per distrarsi, organizzava qualche festa nel suo grande castello. Invitava tutti quelli che lui conosceva bene perché, nonostante i suoi sforzi, non era riuscito a far dimenticare: invitava gli uomini più famosi, i poeti, gli artisti, i condottieri, di cui Morte aveva preso il corpo ma non la luce che li illuminava, poi gli eroi dei romanzi e le antiche divinità rese immortali dagli artisti, invitava anche tutti i sentimenti che erano, dal giorno della creazione, sempre presenti sulla terra e lo avevano accompagnato nel suo lungo percorso. Quella volta Tempo decise di organizzare una festa splendida . I suoi servitori più vecchi, Millennio e Secolo, prepararono un sontuoso banchetto, quelli più giovani, Minuto e Secondo, pulirono a specchio ogni stanza e illuminarono tutto il castello. Iniziarono ad arrivare gli invitati vestiti con grande eleganza: pepli greci e toghe romane si mescolavano ad abiti lunghi e smoking bianchi e neri, e tutti gli ospiti, con cortesia, si facevano reciprocamente i complimenti, lieti per il gradito invito. Le danze iniziarono e Tempo ballò con la sua ospite preferita, Armonia. L’aveva sempre amata da quando lui guidava la terra, la trovava eccezionale sia per la grazia che aveva nel porgersi, sia per l’equilibrio delle sue parole. Pensò che forse organizzava quelle feste solo per rivedere lei: non la incontrava ultimamente in nessun luogo…
“Da quanto tempo non stiamo insieme, Armonia..” le disse Tempo mentre ballavano, ma, prima che lei potesse rispondergli con la sua voce melodiosa, la serenità della festa venne interrotta dall’arrivo di Pace che entrò piangendo nel salone, spettinata, confusa, sporca, con i vestiti laceri…
“Perché piangi?” le chiese con affetto Tempo. “Per la commozione, mio signore -rispose Pace- questo è l’unico invito di questi ultimi anni, apparentemente tutti mi cercano e mi vogliono, ma quando io, con fatica, giungo da lontano, nessuno più mi apre la porta e mi fa entrare, tutti sono sordi alla mia voce. ..Piango di commozione perché pensavo che sarei stata rifiutata anche qui!”
Tempo fece una leggera carezza a Pace poi l’affidò ai suoi servitori perché l’accompagnassero nelle stanze degli ospiti più graditi in modo che lei si ristorasse almeno un poco. Intanto altri ospiti arrivarono, ma Tempo non fece loro caso, impegnato com’era a parlare di Pace con Armonia, in un angolo della sala.
A metà festa Pace riapparve nel salone ed era talmente bella da essere quasi irriconoscibile. I capelli fluttuavano lunghi e morbidi nell’aria, il suo volto era giovane, rassicurante, sorridente, indossava un abito fatto con i colori dell’arcobaleno che terminava con una lunga stola sulle spalle. Da lei emanava un profumo tenue, dolcissimo, che accarezzava le persone infondendo in loro un senso di serena fiducia. Tutti al suo passaggio sorridevano. Fu in quel momento che Futuro, il più giovane figlio di Tempo, s’ innamorò perdutamente di lei, senza saper neanche chi fosse. Fu un vero e proprio colpo di fulmine. Fece qualche passo per avvicinarsi a Pace, ma Odio subito lo fermò e ridendo gli disse: “Dove credi di andare? Non vedi che è la stracciona di prima? Vuoi farti deridere da tutti i presenti?”
“Non mi importa!” ribattè Futuro, che prima di allora non si era mai innamorato e non riusciva a descrivere, neppure a se stesso, quel che provava. Aveva un unico desiderio: vivere per sempre con Pace accanto. Ma se lui non si era mai innamorato, molte donne si erano, invece, innamorate di lui ed Energia e Solidarietà, gelose , lo misero in guardia: “Attento Futuro, anche i tuoi fratelli maggiori, Presente e Passato, hanno cercato di conquistare Pace, ma lei è sempre sfuggita a tutti, Pace è difficile da trattenere… Osserva come la guardano da lontano.. .eppure la evitano.. .li ha delusi.” La paura di fare un torto ai fratelli trattenne Futuro che non si avvicinò più per tutta la sera a Pace. La festa finì e uno dopo l’altro gli ospiti se ne andarono,
Tempo continuò a fare il suo lavoro. Tutto sembrava procedere come prima, ma Futuro era sempre
più triste. Era chiuso in se stesso, buio e malinconico, e quando, svolgendo il compito che il padre
gli aveva assegnato, vibrava davanti agli uomini, non portava più la luce di una ragione per vivere,
ma solo una grigia tristezza. Un giorno Tempo, il suo anziano padre, gli chiese il motivo di tanta infelicità. “Non capiresti, padre”
“Tu sai che io capisco la ragione di ogni cosa, ti prego abbi fiducia, parlami”
Allora il giovane piangendo aprì il suo cuore al padre e gli raccontò il suo amore impossibile, il suo
sogno di vivere insieme a Pace per sempre. Tempo sospirò, pensando al suo sogno di vivere con Armonia (che era in realtà sua sposa e madre dei suoi figli, ma che, delusa dal mondo, viveva appartata), poi rispose a Futuro: “Lasciami pensare…” Silenzioso se ne andò lasciando solo il giovane, poi telefonò ad Armonia cui raccontò il dolore del figlio. Dopo aver parlato con la dolce sposa, tornò da Futuro sorridendo e gli disse. “Come dono di nozze Armonia ti regala l’isola della Libertà, in mezzo sorge il castello dell’Uguaglianza, porta Pace in quel luogo e vedrai che sarete felici. Naturalmente devi convincerla a credere in te. Ma questo è un compito solo tuo.” Futuro ringraziò il padre e cercò ovunque Pace girando intorno al mondo; chiese di lei a mille uomini, alcuni importanti altri meno…tutti l’avevano in mente ma nessuno sapeva dirgli esattamente dove trovarla… Futuro si sentiva sempre più stanco. Un giorno, all’improvviso, il cellulare di Futuro suonò: la musica vibrava di note melodiose e prima ancora di rispondere Futuro sapeva che l’aveva chiamato Armonia. “Futuro, non cercare inutilmente: aspetta la notte e poi visita i sogni dei bambini del Mediooriente, in molti di quei sogni Pace è presente per far loro una carezza e farli dormire tranquilli” Così quando la notte con la sua ala scura copri il giorno degli uomini, Futuro percorse i sogni di quei bambini e osservò la dolce Pace cullare quei piccoli cuori affaticati dalle tensioni del giorno. Allora l’abbracciò e le disse con dolcezza: “Ti ho ritrovata, vieni, ti prego, con me” Pace sorrise e l’abbracciò a sua volta e in quel momento, proprio durante quell’abbraccio, i sogni si illuminarono dei colori dell’arcobaleno, sorpresa Pace prese per mano Futuro e gli disse:”Verrò con te ovunque tu vorrai, ma per stanotte, per una notte sola, se mi ami, seguimi” Futuro non disse di no e non ripetè così l’errore fatto dai suoi fratelli più vecchi. Lui seguì Pace e insieme illuminarono i sogni buoni di ogni bambino, di quello che soffriva la fame, di chi voleva studiare e non poteva, di chi voleva l’accordo in famiglia, di chi voleva giocare col compagno che aveva un altro colore di pelle dal suo… Quella fu una notte di luce, perché fu una notte di sogni d’amore. In quel lungo giro la stola di Pace circondò la terra con i mille colori dell’arcobaleno. Pace si accorse di averla perduta solo quando giunsero nel castello dell’isola, ma poco le importava. Lei e Futuro si erano incontrati dentro i sogni, dentro i sogni dei bambini che, come tutti sanno, sono gli unici sogni che preparano la realtà, che anticipano il mondo che verrà, e Pace sapeva che l’attendeva una vita felice.
Pace e Futuro si sposarono e vissero insieme felici e contenti. Pace fu accettata da tutti e Futuro non pianse mai più, né si rattristò quando lo specchio gli mostrò la sua immagine sempre più simile prima al volto del fratello Presente, poi a quello del fratello più anziano, Passato. Non gli importò di invecchiare perché sapeva che suo padre Tempo doveva continuare a fare il suo lavoro e perché trascorreva la sua vita vicino alla donna che amava, e, grazie a questo, continuava a vedere fiori sbocciare ovunque, sia sulla terra che dentro al cuore degli uomini, perché nel mondo era sempre rimasto vivo il ricordo di un sogno infantile con i colori dell’arcobaleno in una notte di luce.

Stretta è la foglia, larga la via.
Voi dite la vostra, io ho detto la mia..
E se voi bambini a quanto ho detto non credete,
dormite sereni e Pace sognerete….

Questo articolo è stato pubblicato il martedì, ottobre 24th, 2006 alle 21:55 ed è archiviato in I testi delle favole, III edizione 2006, Una favola per la Pace. Tags: . Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il Feed RSS 2.0 feed. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.



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