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Kurdistan 2010, la rassegna stampa

31 marzo 2010 Pubblicato da roberto

A conclusione della Mission che ha impegnato, dal 13 al 22 marzo scorso, diversi membri dell’IPB assieme a Sindaci e delegati della “Mayors for Peace” nelle terre del Kurdistan iracheno, ecco una rassegna stampa online che riporta, giorno per giorno, ad articoli e comunicati apparsi nel nostro sito e in altre testate informative.

A volte note di viaggio, altre volte comunicati che l’inviato Valerio Martorana - addetto stampa del comune di Mazzarino - ha trasmesso nel sito del proprio Comune e altrove rilanciati. Ciascuno di essi è stato testimonianza viva di quanto vissuto in questi giorni: eventi, incontri, storia ed emozioni.

Buona lettura!

10 marzo 2010. Un buon viaggio, un viaggio buono di Lucia Baldini (www.pavaglionelugo.net)

11 marzo 2010. Ritornando nel Kurdistan di Roberto Del Bianco

14 marzo 2010. Partiti alla volta dell’Iraq di Roberto Del Bianco (riportato anche su www.nove.firenze.it: Da Firenze in missione di pace nel Kurdistan iracheno e su www.panoramakurdo.it: Nuova “Mission” nel Kurdistan iracheno)

16 marzo 2010. Lettera di ringraziamento di Fulgida Barattoni al Presidente Napolitano (vedi la pagina Brevi ulteriori). Qui il messaggio del Capo dello Stato.

16 marzo 2010. Verso Halabja. Cronache e riflessioni di Fulgida Barattoni (riportato anche nel sito www.peacelink.it e su www.panoramakurdo.it)

16 marzo 2010. Comunicato del 16-03-2010 di Valerio Martorana

16 marzo 2010. Napolitano, Italia in prima fila nella ricerca di soluzioni per sicurezza e stabilita’ (nota da Adnkronos riportata su www.panoramakurdo.it)

17 marzo 2010. Comunicato del 17-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Cronaca della cerimonia di ieri)

17 marzo 2010. Da Halabja, nuove note di viaggio e di riflessione di Fulgida Barattoni

18 marzo 2010. Nota di viaggio di Fulgida Barattoni (vedi la pagina Brevi ulteriori).

18 marzo 2010. Comunicato del 18-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Da Sulaimaniya. Comunicato del 17 marzo)

19 marzo 2010. Comunicato del 19-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: Da Halabja. Comunicato del 19 marzo)

21 marzo 2010. Comunicato del 21-03-2010 di Valerio Martorana (riportato anche nel nostro sito: 7° giorno - Il ritorno ad Halabja e su www.peacelink.it Il ritorno ad Halabja)

30 marzo 2010. Ponte di pace fra Firenze e Kurdistan Iracheno, Agostini (PD): “Continuano dialogo e aiuti” intervento di Susanna Agostini in Consiglio Comunale di Firenze

2 aprile 2010. I giorni del dialogo e della Pace racconto-reportage di Andrea Misuri (riportato anche nel sito www.peacelink.it)

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Mission nel Kurdistan iracheno. Intervento in Consiglio Comunale di Firenze

30 marzo 2010 Pubblicato da roberto

A conclusione della Mission che la delegazione di pace, composta da membri dell’International Peace Bureau e da aderenti alla campagna “Mayors for Peace”, ha intrapreso a metà marzo nel Kurdistan iracheno, posso ora segnalarVi il link a un comunicato stampa dal sito del Comune di Firenze, che riporta il lungo intervento svolto oggi in Consiglio comunale da Susanna Agostini, membro della delegazione che ha visitato quelle terre, presidente della Commissione Pace del Comune e delegata del Sindaco per i rapporti internazionali.

E’ da sottolineare che è cosa rara, nel salone dei Duecento a Firenze, avere avuto spazio per un intervento così lungo in una seduta di Consiglio; questo sta a significare l’importanza che questa Mission ha avuto anche sotto l’aspetto istituzionale.
E’ un lungo reportage che abbraccia un po’ tutte le iniziative intraprese e dando spazio a progetti futuri.

Ponte di pace fra Firenze e Kurdistan Iracheno, Agostini (PD): “Continuano dialogo e aiuti”
http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-1_2_1-Ponte+di+pace+fra+Firenze+e+Kurdistan+Iracheno%2C+Ag.html?cm_id_details=49496&id_padre=4473

Nota:E’ stata creata una pagina nel nostro sito, come rassegna stampa di riferimento per gli articoli e comunicati pubblicati sulla Mission.

Leggi tutto qua: http://www.ipb-italia.org/?page_id=1236

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7° giorno – Il ritorno ad Halabija

21 marzo 2010 Pubblicato da roberto

Consigliamo anche la lettura della nota finale, a cura di Fulgida Barattoni.

7 giorno – Il ritorno ad Halabija – Alessandro scende in campo – gli Italiani rapiscono il cuore dei curdi
Di Valerio Martorana

Sulaymanya (Iraq)- Di buon mattino ci rechiamo ad Halabija dove il sindaco Kdher Kareem ci ha invitato per l’inaugurazione di un parco giochi per bambini (durante il regime l’’unico gioco ammesso a piccoli e grandi era il silenzio). Il tempo è prezioso per la delegazione italiana ma non si riesce a partire mai puntuali, ci si lascia invadere dalla considerazione che hanno gli arabi del tempo: non una costante, bensì una variabile.
Arriva il bus governativo, questa volta sembra di avere un autista “tranquillo”. Alle 11 arrivamo ad Halabija presso il mausoleo, diventato ormai il nostro punto di incontro con i rappresentanti di ogni categoria della locale cittadina. Con noi c’è il Presidente internazionale di IPB, Tomas Magnusson; si decide di convocare una riunione per fare il punto della situazione e capire quali risultati sta ottenendo la delegazione.
dscf9904_1.jpgE’ stato messo in risalto da Fulgida Barattoni, nel corso del suo intervento, il ruolo importante avuto da Luciano Scambiato nella missione in Kurdistan mentre Salvatore Viola, consulente bancario, comunica ai presenti che è stato nuovamente convocato dal direttore generale della Banca Kurda (ciò vuol dire che l’analisi fatta e le proposte avanzate risultano essere interessanti per le autorità kurde). Il sindaco Vincenzo D’Asaro porta a conoscenza dei presenti che il sindaco di Halabija, Kdher Kareem, gli ha chiesto di gemellare la sua città con la città di Mazzarino, proposta che aprirà nuovi orizzonti di collaborazione tra le due comunità, con un unico obiettivo: “dobbiamo far conoscere all’Europa il genocidio del popolo kurdo. Nel mese di ottobre organizzeremo un importante convegno assieme al gruppo dei giornalisti che all’epoca del massacro giunsero sul posto per fotografare la violenza dell’uomo e descriverne la ferocia”.
Ramazan Ozturk, giornalista turco, ha assicurato la sua presenza e garantirà la mostra fotografica con delle immagini che disarmano la ferocia dell’uomo ancora una volta proteso a distruggere se stesso.

Tomas Magnusson è fiero dell’andamento della spedizione: “continuate su questa strada- sottolinea ai presenti- noi vi seguiremo. Dobbiamo costruire la pace attraverso la legalità e la cooperazione di qualità”.

dscf0041_1.jpgFinito il briefing mattutino, tutti alla volta del parco giochi offerto da un petroliere kurdo, Baran Gozal. E’ rientrato da Bagdad per donare ai figli della sua terra di origine un parco giochi. Sul volto dei bimbi di Halabija rispunta il sorriso, i grandi invece si fermano a guardare, il loro sguardo sembra essere sospeso nell’aria, con la mente ritornano ai terribili bombardamenti, al regime che privava loro di qualsiasi cosa ed assicurava solo miseria e povertà ad un popolo, quello kurdo, che detiene il 40% della produzione del petrolio nazionale.
Si va a pranzare a casa di un privato che ci ha invitato e subito dopo al campo sportivo dove si terrà un match tra la squadra degli uomini-attori contro le donne kurde (rivoluzionario in questi territori un incontro del genere, a sottolineare il fatto che qui vogliono guardare avanti senza più girarsi indietro, tenendo conto di un passato che ha lasciato loro una ferita aperta).
Arriva la delegazione italiana, ci accoglie un lungo applauso. Anche qui siamo famosi soprattutto per i nostri giocatori di calcio della nazionale. Cominciamo ad assistere alla partita, tifiamo per le donne, ma bisogna fare di più. L’imprenditore Alessandro Gaio, dopo un consulto con il suo preparatore tecnico Renato D’Alessandra (il secondo imprenditore della delegazione) decide di scendere in campo. Le sue prime mosse in campo non ci lasciano contenti, la tifoseria kurda esclama, verso la direzione di Alessandro: “buttati”. Qualcuno si è infiltrato in mezzo a loro ed ha suggerito dei proclami errati ma Alessandro non demorde, attacca, corre, gira su se stesso con un risultato deludente: donne 1 uomini 6. A loro non resta che leccare le ferite soprattutto durante il gioco quando si chiede l’intervento del medico: triangolo in campo, martello e scalpello per “rianimare” il giocatore. Finisce l’incontro, premiazione, balli, è festa. Tutti in campo per festeggiare il cambiamento, the change: Alessandro diventa un mito per loro, tutti vogliono la foto con lui.
Andrea Misuri ed un kurdo si divertono a ricordare le formazioni dellle squadre italiane; il kurdo mostra il pollice giù per la Fiorentina; pollice in su per Palermo e Milan. Noi approviamo.
Fulgida si unisce alle giovani donne kurde nel ballo, dai microfoni si udisce la voce: “IPB italia”. È un tripudio.

Alessandro vuol dire qualcosa, chiede il microfono: “ Grazie Kurdistan, siete un popolo fantastico, noi vogliamo e lottiamo per la libertà”. Applausi, si cementifica e si solidifica il rapporto tra la comunità di Halabija e gli italiani, lo capisci dai loro sorrisi. E’ stata una grande festa, un piccolo gesto, quello di Alessandro, che ha permesso di andare oltre il lavoro diplomatico portato avanti dalla spedizione.

Ritorniamo a Sulaymaniya con il bus governativo. Il viaggio prosegue secondo i piani quando il sonno della delegazione viene interrotto da una brusca frenata: “è finita la benzina”. Tra lo stupore dei presenti, si decide di scender giù, vengono allertate le autorità locali, arriva il sindaco eletto di Halabija con la sua scorta, ma della benzina non c’è traccia. Seguo l’autista governativo, ci abbandona, qualcuno esclama “sta scappando”. Invece capiamo che ha chiesto un passaggio per andare a prendere la benzina. Ritorna dopo mezz’ora con un bidone di benzina ma non ha l’imbuto. Tra di noi si commenta: “qui qualcuno porta sfiga”. Si riesce a trovare una bottiglietta di plastica che si trasforma in imbuto. Ok, tutti a bordo per ripartire, ci aspetta il direttore generale di Kurdisat per l’intervista con Kdher Kareem.
Arriviamo, dopo tante peripezie, a Kurdisat; i nostri rappresentanti consegnano al direttore generale i doni delle loro città con una sola parola d’ordine: “collaborare per costruire il nuovo kurdistan”.

Nota (di Fulgida Barattoni):

E’ importante sottolineare che nella riunione avuta al mausoleo fra tutti i componenti della delegazione si è cercato di sintetizzare, riunificare e convogliare tutte le iniziative, azioni, progetti messi in campo sotto l’ombrello dell’IPB che Tomas Magnusson con la sua presenza rappresentava.
Salvatore Vella ha giocato un importante ruolo di mediazione fra le varie differenti istanze, sindaci-imprenditori-membri di ipb dove Luciano per la asseverata esperienza su questo territorio si muove molto da libero battitore.
Tomas ha sintetizzato e chiuso la riunione dando piena fiducia e approvazione all’operato della leadership di IPB-Italia in questa missione e riconferma che IPB-Italia e’ parte di IPB di Ginevra pertanto in nostri futuri rapporti saranno sempre piu’ osmotici e ravvicinati.

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Da Halabja. Comunicato del 19 marzo

19 marzo 2010 Pubblicato da roberto

dscf9666_1.jpgHalabija – Di buon mattino la delegazione è pronta per recarsi ad Halabija con il presidente internazionale di Ipb, Tomas Magnusson. Arrivano con le jeep il sindaco di Halabija, Kheder Kareem ed un autista governativo. Il gruppo si divide: otto vanno al mausoleo e la restante parte comincia gli incontri commerciali a Sulaymaniya.
Piove sabbia, a bordo delle jeep è sempre un’avventura; qui hanno un codice stradale tutto loro. Il pieno della benzina? Lo si fa per strada, dal piccolo botteghino che vende la benzina su dei contenitori da 30 litri cadauno. Ma come, l’iraq è tra i primi paesi produttore di petrolio al mondo e non ha la benzina? Si, perché non ci sono le raffinerie (stanno cominciando a costruirle).Arriviamo intorno a mezzogiorno al mausoleo dei Martiri di Halabija; ci stringiamo tutti attorno alla bandiera kurda per recitare, nella patria del musulmani, un “Padre Nostro”, stringendoci la mano. In fondo tutti questi popoli hanno solo un Dio, il Dio dell’amore che dall’uomo, più volte, è stato interpretrato come Dio della guerra, volutamente per il “business”.Visitiamo il museo, vedere qui piccoli corpicini distesi per terra fa rabbrividire; vedere tante vite distrutte dalle armi chimiche ti “disarma”. Inevitabilmente in quei luoghi cala il silenzio, perché non si può dimenticare.Il mausoleo è continua meta di pellegrinaggio del popolo kurdo; alle 14 arrivano delle donne che vogliono farci vedere la loro azienda. Prendiamo delle auto e ci rechiamo nei loro uffici. “La donna comincia ad uscire fuori di casa – ci raccontano- ma deve lavorare. Noi ci occupiamo della formazione, tramite il taglio e cucito e il settore dell’abbigliamento, ma c’è ancora tanto da fare”.

Finito l’incontro, ci chiamano da Sulaymaniya;  il viceministro all’economia e finanze, Dishad Othman Fathola, ci riceve alle 15.30. Si parte subito, a bordo delle jeep. Arriviamo con un pò di ritardo, ci accolgono. Inizia il primo incontro tra le autorità dl governo ed i nostri imprenditori. Un dato emerge: hanno voglia di far rinascere il loro paese, di ricostruirlo, di chiudere quella ferita aperta che è stata per loro il regime di Saddam Hussein che ha provocato solo miseria e povertà. Due ore fitte di discussione insieme al direttore generale della banca kurda, Ali Mohamed Abdulah. “Puntate sulla formazione ed investite negli studi economici” è l’esortazione di Salvatore Viola, consulente bancario.

Il sindaco di Mazzarino Vincenzo D’Asaro, dal suo canto, comincia a portare dei buoni frutti per la sua città. Khder Kareem, sindaco di Halabija, comunica ufficialmente di voler gemellare il suo popolo con la città di Mazzarino.
“E’ con gioia che il mio fratello Kareem mi comunica questa importante decisione che porterò al vaglio della giunta e del consiglio comunale della città. Ci saranno dei punti operativi di questo gemellaggio che senz’altro ci aiuteranno a guardare avanti con ottimismo”.

Valerio Martorana (addetto stampa del Comune di Mazzarino)

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Kurdistan 2010

17 marzo 2010 Pubblicato da roberto

Nota: Dal sito del Comune di Mazzarino trovate altre immagini.

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