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La visita in Italia di Khder Kareem

12 settembre 2009 Pubblicato da roberto

“A bocce ferme”, al termine degli incontri col Sindaco di Halabja. Una testimonianza contro le armi di distruzione di massa e un lavoro concreto nell’immediato sanitario del Paese.

kif_0481_1Khder Kareem, sindaco di Halabja e Vice-Presidente dell’organizzazione mondiale dei “Mayors for Peace”, di nuovo in Italia. Un tour d’incontri e conferenze stampa, oltre che un impegno “dietro le quinte” nella preparazione di un documento per le Nazioni Unite. E in ogni caso, anche qua tra noi, testimonianza attiva di ciò che la “città martire” del Kurdistan iracheno ha da offrire al mondo.

Un primo passaggio “in amicizia” a Firenze e Campi Bisenzio nei giorni 28 e 29 agosto poi la vera prima tappa ufficiale a Lugo di Romagna, la storica sede di IPB-Italia – l’ufficio autonomo dell’International Peace Bureau che da alcuni anni ha posto un’attenzione particolare verso le vicende del Kurdistan e dell’Iraq e che collabora con i “Mayors for Peace” nella possibile convergenza degli sforzi di disarmo da tutte le “armi di distruzione di massa”. Nei giorni successivi il Sindaco è poi giunto in Sicilia, ospite presso diversi Comuni dell’isola. Ultima tappa di Mohammed Kareem, il giorno 7 settembre, di nuovo a Firenze dove ha incontrato - seppure in forma privata - diverse figure istituzionali della città (vedi comunicato del Comune di Firenze).

“E’ importante che tutte le Nazioni, le agenzie delle Nazioni Unite, le Associazioni non governative, lavorino con forza assieme alla Convenzione contro le armi biologiche (BWC) per porre sotto controllo la produzione, trasferimento, destinazione finale di sostanze che sappiamo possono venire usate nella produzione di armi biochimiche. Le tecniche di guerra nel nuovo secolo saranno sempre più improntate all’uso delle armi chimiche e batteriologiche, perché piccole, facilmente trasportabili, poco costose e con potere distruttivo altissimo.”

Già da tempo si va cercando un approccio convergente nello sforzo di eliminazione di quelle che nel gergo vengono appunto definite “armi di distruzione di massa” cioé non solo atomiche ma anche batteriologiche e chimiche. L’attuale Sindaco della cittadina che fu colpita con bombe chimiche da Saddam nel 1988, si fa allora portatore presso le Nazioni Unite (attraverso un documento comunque consegnato a Ginevra) del grido del suo popolo, che si associa quindi al “Mai più!” scandito negli anni dal mondo dopo gli “assaggi di olocausto nucleare” cui furono vittime nel 1945 le città di Hiroshima e Nagasaki.
Di recente Mr. Khder è entrato, con l’incarico di Vicepresidente, nel Board direttivo dell’associazione dei “Mayors for Peace”, che – fondata nel 1982 dai Sindaci delle due città giapponesi – lavora nel mondo per un sempre più stretto legame tra i Primi Cittadini per il rigetto totale dell’arma atomica. Le Nazioni Unite l’anno scorso hanno riconosciuto ufficialmente a Halabja lo status di “città martire” e il 16 marzo di ogni anno, anniversario della strage, verrà ricordato nell’Assemblea.

Nota: L’articolo è pubblicato anche nel sito di Peacelink

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Mayors for Peace: a Nagasaki l’assemblea plenaria

9 agosto 2009 Pubblicato da roberto

Riportiamo anche sul sito di IPB-Italia questo articolo, data l’attiva partecipazione che la nostra Associazione ha svolto - tra le altre cose - nello sviluppo della Campagna dei “Mayors for Peace” in Italia. Anche se l’evento qui riportato fa parte di un percorso che continua in sedi istituzionali, è importante ricordare anche il nostro ruolo, ruolo tra l’altro valorizzato nel discorso di Susanna Agostini al board MfP di Nagasaki.

res_1904517654.jpgFin dagli anni Cinquanta l’allora Sindaco di Firenze Giorgio La Pira propose ai referenti dei Comuni di tutto il mondo una visione politica di pace, posando, in particolare, la propria riflessione sulla figura e sul ruolo del sindaco, “uomo-ponte” tra i poteri delle istituzioni locali e i bisogni dei cittadini. L’idea di Sindaco come “ponte” tra cittadino e istituzioni è diventato poi concetto chiave di “Mayors for Peace”, campagna per il disarmo che fu creata nel 1982 dai sindaci di Hiroshima e Nagasaki, con lo scopo di promuovere azioni concrete di riduzione degli armamenti nucleari in tutto il mondo, fino ad arrivare alla realizzazione di un disarmo totale entro il 2020.

Giorgio La Pira è oggi ricordato da Susanna Agostini, delegata a rappresentare il comune di Firenze all’assemblea plenaria dei “Mayors for Peace” che si tiene a Nagasaki in questi giorni. La Pira come “profeta” già nell’aprile dello scorso anno è stato citato a Ginevra dal sindaco di Hiroshima e presidente dell’organizzazione, Akiba Tadatoshi, al secondo incontro del Comitato Preparatorio per la conferenza di Riesame del Trattato di non Proliferazione. Già 54 anni prima, in questa stessa città, La Pira affermò che ”Le città sono unità viventi, e svolgono un ruolo essenziale nella società contemporanea. Gli Stati non hanno il diritto di poterle distruggere. Il diritto delle città all’esistenza, nel loro valore politico, storico, religioso, che deve essere riconosciuto dagli Stati.” Un’idea utopica – specie in quegli anni di “guerra fredda” nel confronto diretto tra USA e URSS, e di accresciuto rischio di olocausto globale – ma che ha avuto e ha tuttora un seguito. E del resto la stessa Storia macina gli eventi secondo strade a noi spesso sconosciute. Il crollo improvviso dell’impero sovietico e la conseguente riorganizzazione degli equilibri di forza mondiali, e adesso lo stesso cambio di potere negli Stati Uniti, di fatto unica potenza imperiale rimasta e con quella sorta di “peccato originale” per esser stato l’unico Stato ad avere impiegato la Bomba in un conflitto bellico, sono manifestazioni epocali che non possiamo sottovalutare.
E se la Storia è costruita anche da tali eventi, conseguenza di forze sociali ed economiche che superano le stesse intenzioni dei governanti, a maggior ragione il potere dei popoli – incanalato anche attraverso la mediazione dei Sindaci come interlocutori ufficiali tra lo Stato e i propri cittadini – possono, chissà, aiutare a realizzare l’utopia.

           “Mayors for Peace” collega tuttora più di 3000 città in 134 nazioni o regioni geografiche. E’ costituito da un board direttivo che comprende il sindaco di Hiroshima come Presidente, e numerosi Vicepresidenti e Executive Officials scelti tra i Sindaci di città maggiormente impegnate nell’azione culturale e di disarmo. E’ nell’assemblea di questi giorni che al gruppo degli Executive Officials viene aggiunto Khder Kareem, sindaco di Halabja, la cittadina del Kurdistan iracheno oggetto nel 1988 dell’attacco di Saddam Hussein con armi chimiche. Un ingresso che non è solo simbolico: diverse sono le città irachene da poco inserite nell’elenco, frutto anche di incontri e avvenimenti conseguenti al viaggio di delegati MfP italiani e rappresentanti dell’International Peace Bureau Italia in quelle terre nel 2006. Un ingresso infine che può concretizzare maggiormente l’impegno verso l’intero insieme delle “armi di distruzione di massa”, nucleari batteriologiche e chimiche, un fronte globale di azione che il pacifismo attuale non può sottovalutare.

Articolo di Roberto Del Bianco, pubblicato su http://www.peacelink.it/pace/a/30040.html

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Alcuni link per approfondire:

Sito ufficiale Mayors for Peace: http://www.mayorsforpeace.org/english/index.html
Composizione del board di MfP: http://www.mayorsforpeace.org/english/outlines/members.html
Dal Comune di Firenze il discorso di Susanna Agostini al board: http://press.comune.fi.it/hcm/hcm5353-3_2_1-La+presidente+della+commssione+pace+Agostini+%E8+a+N.html?cm_id_details=45826&id_padre=4473

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Il risultato elettorale del Kurdistan iracheno

2 agosto 2009 Pubblicato da roberto

Si sono svolte le elezioni nella regione del Kurdistan iracheno.Da Susanna Agostini, presidente della commissione Pace del comune di Firenze riceviamo questo comunicato, che è anche un saluto ai governanti iracheni.

“Un risultato che testimonia la volontà di superare la situazione di guerra”. La presidente della commissione Pace Agostini commenta il risultato elettorale del Kurdistan iracheno.

Si sono svolte, nel Kurdistan iracheno, le elezioni presidenziali e parlamentari. Circa 2 milioni e mezzo erano chiamati a votare per il rinnovo dei 111 parlamentari e per scegliere il presidente della Regione autonoma del nord dell’Iraq. Dalle urne è uscita la conferma del radicamento territoriale dei due principali partiti storici dell’area, l’Unione Patriottica del Kurdistan (PuK) di Jalal Talabani e il Partito democratico del Kurdistan (PdK) di Masoud Barzani, nell’occasione riconfermato presidente.
“Salutiamo con soddisfazione questa vittoria delle forze politiche storiche del Kurdistan e dei loro rappresentanti istituzionali – commenta Susanna Agostini presidente della commissione Pace e Relazioni Internazionali -. A loro ci legano le iniziative che in questi anni il Comune di Firenze ha portato avanti, grazie anche al coinvolgimento nel percorso istituzionale di disarmo nucleare Mayors for Peace. Queste elezioni evidenziano una realtà che sta cercando lentamente di mettersi alle spalle gli anni della guerra. La conquistata autonomia politica impone scelte coraggiose, difficili. Offrire prospettive alle nuove generazioni in una terra priva delle necessarie infrastrutture per affrontare le sfide della globalizzazione”. “Siamo attenti osservatori degli eventi politici istituzionali di questo paese – aggiunge Agostini –. Sono nove i sindaci iracheni che, grazie al nostro tramite, hanno aderito all’organizzazione internazionale Mayor for Peace. Le gravi conseguenze subite, oltre le morti, per bombardamenti chimici e batteriologici del 1988 in Kurdistan. Ancora oggi provocano danni alla salute perciò a Nagasaki il 9 di agosto per il 65 anniversario della seconda bomba atomica ci sarà presente anche il Sindaco della città martire di Halabja”.
           Summit di Pianosa “Nel 2006 una missione istituzionale promotrice di solidarietà è partita dalla nostra città verso il Kurdistan Iracheno, su proposta dell’associazione International Peace Bureau–Italia. Protagonisti e copromotori sindaci di altre città martiri italiane, come Marzabotto. Da allora si sono susseguiti incontri bilaterali, per elaborare progetti concreti, azioni condivise di ricostruzione e formazione per differenti risultati di sviluppo sociale culturale e di opportunità di pace in quel paese. Dalla realizzazione di tre ospedali di alta specializzazione, pediatrico, oncologico e pneumatologico, a Sulaymanyia che sono ormai in fase avanzata alla richiesta di un patto di amicizia da parte del rappresentante del consiglio comunale della capitale Erbil. Città che gode, come Firenze, del riconoscimento di Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO” conclude la presidente Agostini. (mf)

31.07.2009

Nota: Segnaliamo anche alcuni articoli “di opposizione”. Ma proprio da qui, scopriamo come sia cresciuta, in un certo senso, la democrazia.

Da PeaceReporter: La legge del clan

Da OsservatorioIraq: In Kurdistan, l’opposizione avanza e rompe il monopolio dei due partiti di governo

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Attività

18 maggio 2009 Pubblicato da roberto

Elenco delle attività svolte negli ultimi anni

DATA INIZIATIVA Tematica APPROFONDIMENTI
02/07 PROGETTO “TUTTI INSIEME” CARCERE DI FORLI’ Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=290
05/07 FESTA DELLA PACE A CAMPI BISENZIO (FI) Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=250
10/07 CONVEGNO A FIRENZE “Nuclear proliferation: Historical appraisal and present problems” Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=239
10/07 CITTADINANZA ONORARIA DEL COMUNE DI FIRENZE A EL BARADEI MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=227
11/07 CONFERENZA ESECUTIVA MAYORS FOR PEACE MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=220
11/07 LE CITTA’ NON SONO BERSAGLI assemblea a Firenze dei Sindaci per la pace MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=186
03/08 CONVEGNO INTERETNICO A SULAYMANIA Relazioni internazionali
http://www.ipb-italia.org/?p=146
http://www.ipb-italia.org/?p=142
http://www.ipb-italia.org/?p=136
http://www.ipb-italia.org/?p=134
05/08 UNA FAVOLA PER LA PACE IV ED. Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=127
http://www.ipb-italia.org/?p=121
08/08 CONVEGNO A RAMISETO (RE) “ISTITUZIONI PUBBLICHE E SOCIETA’ CIVILE” Istituzioni
http://www.ipb-italia.org/?p=102
09/08 A MARZABOTTO “FESTA DELLA STORIA” incontro e dibattito sul Kurdistan MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=90
10/08 IL CUORE NEL PALLONE appoggio a iniziativa sportiva-umanitaria Solidarietà
http://www.ipb-italia.org/?p=86
03/09 MONTELUPO FIORENTINO partecipazione a celebrazioni commemorative della Resistenza MfP
http://www.ipb-italia.org/?p=75
2005-2009 “LA LUNGA OMBRA DEL SOLE DI HIROSHIMA” MOSTRA ITINERANTE in Sicilia dal dicembre 2008 Peace education
http://www.ipb-italia.org/?p=659
http://www.ipb-italia.org/?p=499

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Nucleare: tre buone notizie?

26 aprile 2009 Pubblicato da roberto

Grazie alla segnalazione del prof. Angelo Baracca, nostro Socio onorario e membro del Comitato scientifico di IPB-Italia, riportiamo la traduzione in italiano di un comunicato proveniente dall’organizzazione francese “Action des Citoyens pour le Désarmement Nucléaire (ACDN)“. Possiamo dare un po’ di spinta alle nostre flebili speranze di disarmo concreto?

Alla vigilia del 23° anniversario dalla catastrofe nucleare di Chernobyl, apprendiamo tre buone notizie per il futuro del pianeta e la salute dei suoi abitanti. La prima è venuta da Strasburgo: Il Parlamento europeo ha adottato  lo scorso 24 aprile, con una schiacciante maggioranza (271 voti a favore, 38 contro, 29 astensioni) un rapporto dalla sua Commissione per gli affari esteri (detto “Report Beer”), che raccomanda al Consiglio europeo di “adoperarsi per l’eliminazione di tutte le armi nucleari da ora al 2020″ proponendo come strumenti concreti di attuazione il “Modello di Convenzione sulle armi nucleari” e il “Protocollo Hiroshima-Nagasaki” proposto dalla Campagna dei “Mayors for Peace”, entrambi sostenuti dal network globale “Abolition 2000″. La data del 2020, aggiunta con un emendamento al “Report Beer”, precisa nel tempo l’obiettivo fissato dal Presidente Obama nel suo discorso del 5 aprile a Praga.

La seconda buona notizia arriva da Roma, dove, lo stesso 24 aprile, negoziatori russi e americani si sono mostrati, dopo una giornata di discussione, molto ottimisti circa l’esito degli imminenti colloqui Russo-americani che cercano di sostituire, prima della fine di quest’anno, il trattato START con un altro trattato che spinga ulteriormente alla mutua riduzione delle armi nucleari strategiche.

La terza è venuta dal Belgio, dove il Parlamento ha recentemente adottato all’unanimità una legge che vieta la fabbricazione, l’uso, il trasferimento e lo stoccaggio di tutte le armi contenenti uranio impoverito, legge che entrerà in vigore il 21 giugno. Le polveri di uranio derivanti dall’uso di queste armi (notoriamente usate in Iraq, nei Balcani, in Afghanistan e forse di recente a Gaza) sono una fonte di catastrofe sanitaria.

Il Belgio è il primo paese a interdire queste armi. Ci si può aspettare un effetto trainante.

La resistenza da alcune autorità, tuttavia, adombra queste prospettive.

A Parigi, il Presidente della Repubblica mantiene il suo attaccamento all’idea di una forza d’attacco, né dice nulla sulla presenza di armi con uranio impoverito in Francia, e tenta di esportare dappertutto le centrali nucleari “per uso civile”, senza considerazione sugli immensi rischi che ciò comporta, esemplificati da Chernobyl e aggravati dal rischio di proliferazione. A Ginevra, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) resta legata a l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA), da un accordo del 1959 che impone silenzio e menzogne sui rischi radioattivi. Così l’OMS imputa meno di 60 morti per l’incidente di Chernobyl, quando decine di esperti internazionali citati da Greenpeace International nel 2005 ne hanno attribuito quasi 200.000. A Gaza infine, tre mesi dopo il suo impegno in tal senso, l’AIEA non ha ancora inviato nessuno che indagasse sull’eventuale uso di armi radioattive durante l’operazione israeliana denominata “Piombo Fuso”.

Conoscendo che il pianeta è minacciato da più di 25.000 armi nucleari totalmente inutili, da milioni di tonnellate di rifiuti radioattivi, e 438 reattori nucleari che non producono nemmeno il 3% dell’energia totale consumata nel mondo, “è assurdo aspettare una nuova Hiroshima o Chernobyl per avviarsi verso l’unica strada sensata: quella che porta verso l’Europa e un mondo senza armi o centrali elettriche nucleari”.

N.B. L’ACDN invita gli elettori europei a votare solo per i candidati che s’impegneranno in tal senso.

Action des Citoyens pour le Désarmement Nucléaire (ACDN)

31, Rue du Cormier – 17100 - SAINTES

Tel : 06 73 50 76 61

http://www.acdn.net/

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